Aggrediti dai fascisti: al processo rifiutano il risarcimento di Casapound

Filippo Santiago Masi e Jorge Castro Carasaz sono stati aggrediti da un gruppo di militanti - tra cui l'editore di Altaforte Francesco Polacchi - nel giugno di due anni fa

Casapound a Milano

Casapound a Milano

globalist 3 giugno 2019
Non hanno accettato i soldi dei fascisti come risarcimento (pari s 1.800 euro) Filippo Santiago Masi e Jorge Castro Carasaz, il primo un esponente dell'Anpi e il secondo il rappresentante di un'associazione in difesa dei migranti, aggrediti e picchiati da alcuni militanti di Casapound inel giugno di due anni fa dentro Palazzo Marino, a Milano. Tra gli accusati, a processo per lesioni personali aggravti, risulta anche Francesco Polacchi, editore di Altaforte, la casa editrice che ha pubblicato il libro su Matteo Salvini. 
Il giudice della settima sezione penale del Tribunale milanese ha poi rinviato al prossimo 9 luglio per la decisione su alcune eccezioni preliminari. Secondo la ricostruzione, il 29 giugno 2017, alcuni rappresentanti del movimento di estrema destra avevano fatto irruzione nella sala del consiglio comunale di Milano per contestare il sindaco Giuseppe Sala che era stato indagato nell'ambito della vicenda dell'appalto sulla Piastra di Expo. Polacchi e gli altri, una volta usciti dalla sala del consiglio, hanno incrociato dentro Palazzo Marino una delegazione di circa 10 persone, tra cui appunto Masi e Carasaz, che stava aspettando di incontrare il capo del gabinetto del sindaco per presentare formalmente una richiesta di residenza per migranti richiedenti asilo. La delegazione faceva parte di un gruppo più numeroso, circa 500 persone, che stava facendo un presidio davanti al Comune.
Secondo il racconto delle due vittime, un militante di estrema destra avrebbe rivolto a un ragazzo di colore, che faceva parte della delegazione che doveva incontrare il capo di gabinetto del sindaco, l'espressione: "Neg... di mer...! Che cosa ci fai tu qui?". Infine Polacchi e un altro imputato, il torinese Maurizio Zatelli, avrebbero iniziato a picchiarli. "Mi hanno dato tre cazzotti in testa - ha detto Masi dopo l'udienza di oggi - e sono andato in ospedale, dove mi hanno dato una prognosi di una settimana". Sempre il rappresentante dell'Anpi, ha spiegato che non ha intenzione di accettare eventuali risarcimenti: "Io faccio parte dell'Anpi, quella gente lì l'ho sempre contestata, ho sempre combattuto i fascisti, non li posso vedere".