Ridotta la pena per Domenico Diele. Minacciato e insultato sui social

L'attore travolse una donna con la sua auto nel 2017. Dopo la riduzione di pena, si riaccende la rabbia social. L'avvocato: "Processo a porte chiuse per sicurezza. Quella sera è morto anche lui"

Domenico Diele

Domenico Diele

globalist 6 giugno 2019

“Te la faremo pagare” è solo una delle tante frasi rivolte all’attore Domenico Diele, che nel giugno 2017 travolse una donna a bordo di uno scooter con la sua auto ad un’uscita dell’A2 e che, negli scorsi giorni, ha visto la sua pena ridotta.


Diele aveva la patente sospesa e, dalle analisi, risultavano tracce di stupefacenti nel suo sangue, così era stato condannato in primo grado a 7 anni e 8 mesi, ma il 31 maggio la Corte d’Appello di Salerno ha ridotto la pena a 5 anni e 10 mesi. Tanto è bastato a scatenare insulti e minacce nei confronti dell’interprete di serie tv come “1992” e “1993”. Lo riporta il Corriere della Sera.



Gli hanno dato del “topo di fogna”, gli hanno augurato di marcire in carcere senza acqua né cibo, gli hanno giurato “la faremo pagare, a te, ai tuoi avvocati e ai giudici”. Hanno minacciato di sfregiarlo con l’acido. Agli insulti su Facebook, si sono accompagnati picchetti di persone in carne e ossa, con urla e cartelli, durante le udienze di primo grado. 



I commenti rivolti a Diele sono riportati sulla pagina Facebook intitolata “Diele in carcere-Assassino”, i cui iscritti sarebbero amici di Ilaria Dilillo, la 48enne rimasta vittima dell’incidente.



La pagina è amministrata da Soriana Mona, 42 anni, che però si tira fuori: “L’abbiamo fondata io e due amiche. Poi sono rimasta amministratrice unica e non ho tempo di cancellare commenti che non andrebbero scritti. Li rimuoverò presto”. Racconta che i 749 iscritti “sono amici di Ilaria, a cui volevano bene in tanti”.



A proposito degli insulti e delle minacce, l’avvocato Ivan Nigro (uno dei tre legali che assiste l’attore) spiega al Corriere:



“Non abbiamo depositato una vera denuncia per rispetto dei familiari della vittima, che sono sempre stati composti nel loro dolore. Abbiamo fatto, però, una segnalazione, preoccupati non tanto dai leoni da tastiera, ma dai gruppi organizzati di donne che presidiavano l’aula con atteggiamenti violenti. Infatti, sono stati predisposti un servizio d’ordine e le porte chiuse, normali in seguito al rito abbreviato, ma qui utili anche a evitare incidenti”.



Il legale annuncia anche il ricorso in Cassazione e parla del malessere vissuto dal suo assistito.



“La presenza di tracce di stupefacenti non significa essere sotto effetto di stupefacenti […] Diele vive male non per l’odio che sente, ma perché è una persona perbene che sa di aver causato senza volerlo la perdita di una vita. Non lavora […] Quella sera, non è morta solo una donna o la sua famiglia, ma anche Domenico Diele attore, Domenico Diele uomo”.