In ricordo delle popolazioni sterminate in Africa su ordine di Benito Mussolini

La destra non ama i rifugiati e nella giornata mondiale fa la distinzione tra presunti veri e falsi come se finire nei lager libici o affogare fosse solo un divertimento

Mussolini in Libia

Mussolini in Libia

globalist 20 giugno 2019

Da Giorgia Meloni c’è sempre da imparare: chi fugge dalla miseria e dalla guerra non è un vero rifugiato, perché avendo i soldi per farlo vuol dire che tanto rifugiato non è. E infatti, seguendo questo ragionamento i migranti detenuti nei lager in Libia o quelli che affogano nel Mediterraneo sono solo comparse che fingono, mentre sono benestanti e con la pancia piena che amano le torture e gli stupri in Libia o diventare pasto per i pesci nel mare perché in fondo la migrazione è una sorta di sport estremo.
Si divertono e peggio per loro se muoiono.


Chissà cosa avrebbero detto ai tempi del duce, quando chi difendeva lampropria terra veniva impiccato o sterminato con i gas....
Così la capa di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ha scritto il compitino xenofobo e finto-cristiano. “Oggi giornata mondiale del rifugiato. Un pensiero ai veri rifugiati che nessuno tutela perché non hanno i soldi per pagare gli scafisti; un pensiero ai cristiani perseguitati per la loro fede nel silenzio complice dei grandi media; un pensiero ai nostri connazionali in Venezuela non meritevoli di attenzione da parte dell'Europa perché 'colpevoli' di essere cristiani e di origine europea, a differenza dei migranti cari alla sinistra. Ricordiamoci di loro nella giornata mondiale del rifugiato''.
Per completezza bisognerebbe anche ricordare i discendenti delle popolazioni sterminate in Africa su ordine di quel criminale chiamato Benito Mussolini e, in generale, vittime di tutti i vecchi e nuovi colonialisti.