Troppe carrozze a Roma fanno infuriare gli animalisti: spariti i divieti

Il testo in Commissione Trasporti prevede solo che i sindaci possano dire di no allʼuso di animali.

Immagine di repertorio

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globalist 24 giugno 2019
I cavalli delle carrozze in giro nelle città dovranno affrontare un'altra estate rovente. Dal testo unico di modifiche al Codice della strada è infatti sparito l'emendamento, atteso dalle associazioni animaliste, che doveva vietare le "botticelle" romane, le "carrozzelle" di Palermo e i "fiaccherai" di Firenze. Il nuovo testo prevede solo che i sindaci "possano" dire di no all'uso di animali. Michela Vittoria Brambilla e Federica Zanella (FI) insorgono: "Così è invotabile".
Come riferito da Il Corriere della Sera, entro metà settimana la commissione Trasporti della camera dovrebbe discutere il nuovo testo di modifiche al Codice della strada: ma molti parlano già di slittamento per i forti contrasti tra gli esponenti politici.
Niente abrogazione dell'articola 70 - E' sparita, infatti, l'attesa abrogazione dell'articolo 70, quello che regola il "servizio di piazza con veicoli a trazione animale o slitte". Risale al 23 marzo 2018 la proposta di legge firmata dalla Brambilla (Forza Italia) che ne chiedeva l'abolizione secca. I relatori Diego De Lorenzis (M5s) e Giuseppe Donina (Lega) hanno suggerito, dopo aver ascoltato molte proteste, di presentare emendamenti. A quel punto la Brambilla ne ha formulato un altro, cofirmato da Federica Zanella, e così ha fatto con testo analogo Patrizia Prestipino (Pd).
I tentativi di mediazione - Il testo Brambilla-Zanella prevede oneri per lo Stato per la cura dei cavalli dismessi, quindi non si può votare. La contromossa delle due esponenti di Forza Italia è quella di affidare i cavalli alle associazioni animaliste a costo zero. Ma la Lega non ci sta e vuole tutelare le slitte con i cani, antica tradizione del Trentino. Obiezione accettata e sottoscritta pur di abolire le "botticelle".
I Comuni "possono" vietare le carrozze - Ma alla fine della settimana ecco la sorpresa: nel testo finale appare una formulazione completamente nuova, non concordata con le due esponenti di Forza Italia. "I Comuni, con deliberazione congiunta, possono vietare il servizio di piazza a trazione animale o con slitte di cui all'articolo 70 a tutela della sicurezza degli utenti della strada ovvero per salvaguardia della salute degli animali... I Comuni possono prevedere la conversione delle licenze già rilasciate in licenze per carrozze a trazione elettrica, licenze taxi, licenze di servizio noleggio...". Dunque niente abolizioni, niente regolamenti, orari e difese dal solleone che ha ucciso tanti di questi animali.
Brambilla e Zanella insorgono - Brambilla e Zanella hanno rifiutato il testo e non lo voteranno. Quel "possono vietare" (che non rappresenta un divieto) ha fatto insorgere le associazioni animaliste che ricordano i cavalli uccisi dalla fatica e dall'afa a Roma, Palermo, Firenze e in molte altre città.
Il "caso" delle "botticelle" a Roma - Il caso più emblematico è quello di Roma. tante amministrazioni capitoline, di tutti i colori politici, hanno sempre promesso un divieto della "botticelle". L'attuale sindaco, Virginia Raggi (M5s), in campagna elettorale annunciò di voler spendersi per l'abolizione delle carrozze a cavalli nelle vie del centro. Ma a tutt'oggi nella Capitale non ci sono regole certe: risale al settembre 2018 l'approvazione di un regolamento che prevede l'uso delle "botticelle" solo nel parchi e nelle ville storiche, il blocco con una temperatura superiore ai 30 gradi, la possibilità per i vetturini di riconvertire la licenza in quella per un taxi automobilistico. Ma da quel momento è tutto fermo.