Open Arms, tredicesimo giorno: Europa assente e Conte ancora prigioniero di Salvini

Passano i giorni ma nel Mediterraneo sono senza un porto le navi che hanno impedito a gente di morire affogata. Tutti gli appelli finiti nel vuoto.

Open Arms

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globalist 14 agosto 2019
Ieri era stato il segretario del Pd Zingaretti a chiedere al premier Conte di liberarsi dal cappio xenofobo di Salvini. "Esistono priorità che hanno precedenza su tutto. Che vengono prima dei riflettori sempre accesi su questa o quella polemica. Da dodici giorni 151 persone sono tenute in ostaggio sul ponte della Open Arms. Tra loro donne e minori in condizioni igienico-sanitarie sempre più difficili. Tutto perché l'ennesimo braccio di ferro ingaggiato dal ministro sfiduciato e dimissionario Salvini ha bisogno del suo ennesimo palcoscenico. Faccio appello al presidente Conte affinché agisca con decisione e alla ministra Trenta per uno sbocco immediato di una soluzione divenuta insostenibile. Si rimetta al centro la persona umana e si trovi una soluzione. Si solleciti la Commissione europea e i paesi disponibili ad accogliere una quota dei migranti. I diritti umani, a partire da quelli dei minori e delle donne, restano per noi la bussola da seguire e il primo indicatore del grado di civiltà di un paese."
Chef Rubio, che sulla Open Arms è andato con Richard Gere e gli altri volontari per portare aiuti, ha rilanciato l’appello: “Oggi è il tredicesimo giorno. Tredicesimo giorno in mare. Tutti sotto l’ombrellone o dietro uno schermo a digitare. Loro sono in mare. Così, ve lo volevo ricordare. Fate attraccare
@openarms_fund e accogliamo con un abbraccio tutte le persone a bordo”.
E poi un altro tweet: “Avviso agli idioti: se non finanziassimo le guerre e non stringessero accordi con i Paesi di provenienza di queste persone, le Ong che tanto demonizzate non esisterebbero. Invece di abbaiare chiedete ai vostri padroni di riformare tutto, non chiedete alle Ong di lasciarli morire.