Il vescovo di Bologna: "Per i loro diritti i migranti aspettano anni, anche io sarei nervoso"

Monsignor Zuppi, da poco promosso Cardinale, ha parlato in occasione dell'inaugurazione dell'anno scolastico: "Il diritto di un profugo ad essere ascoltato è inalienabile"

Monsignor Zuppi

Monsignor Zuppi

globalist 12 settembre 2019
Da poco promosso a Cardinale, l'arcivescovo di Bologna Matteo Maria Zuppi ha evidenziato che "il diritto ad essere ascoltato perché sei profugo non si può mettere in discussione, non si può perché è un diritto. Anche nell'emergenza si devono trovare risposte, il meccanismo per cui a causa dell'emergenza si rimettono in discussione garanzie sancite dall'Onu è pericolosissimo". 
Zuppi ha parlato in Comune, in occasione dell'inagurazione dell'anno scolastico 2019-2020 della scuola Achille Ardigo, centrata sul welfare di comunità e sull'impegno solidale: "Poi - insiste Zuppi sul capitolo dell'accoglienza e dei suoi nodi attuali - c'è la fregatura di far aspettare tre anni chi arriva qui e attende risposte, che in realtà è un altro modo di non garantire un diritto, oltre che di far impazzire la gente. Se io fossi un poveraccio che deve aspettare cosi' tanto tempo, per sentirsi rispondere, sarei un po' nervoso, diciamo. Mi sembra che qualche nervosismo ci stia", osserva l'arcivescovo, che rimarca: "L'emergenza non può mai giustificare la messa in discussione di diritti di cui, per certi versi, godiamo noi pienamente come prima generazione dal dopoguerra a oggi"