Violenza privata e peculato d'uso: la moto d'acqua per il figlio di Salvini ha conseguenze penali

La procura di Ravenna ha identificato tre poliziotti: due cercarono di impedire al giornalista di Repubblica di riprendere la scena, il terzo fece salire il ragazzo a bordo.

Salvini sulla moto d'acqua della polizia

Salvini sulla moto d'acqua della polizia

globalist 12 settembre 2019

Sicuramente sono stati troppo zelanti, perché alcune volte (è già capitato in passato) qualche servitore dello Stato dimentica di servire lo Stato ma serve il potente di turno. 
E come nel caso del Papeete c’è il rischio che alla fine qualcuno paghi.
Ma la responsabilità politica e morale è tutta del ministro che, invece di comportarsi con rigore e sobrietà, ha pensato bene di considerare il Viminale cosa sua, ha fatto fare al figlio l’illegittimo giretto sulla moto d’acqua mentre
Adesso saranno sentiti a breve dalla procura di Ravenna i tre agenti della scorta dell'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini, identificati nell'ambito dell'episodio avvenuto a Milano Marittima il 30 luglio, quando il figlio dell'allora vicepremier fece un breve giro in mare su una moto d'acqua della polizia e, nelle fasi concitate che seguirono, quando un giornalista di Repubblica stava cercando di riprendere la scena.
La questura di Ravenna ha concluso l'accertamento inviando per competenza gli atti alle questure di Roma e di Livorno alla quale appartengono rispettivamente i tre agenti della scorta e i due poliziotti incaricati della moto d'acqua.


La procura di Ravenna aveva aperto un fascicolo a carico di ignoti: due i reati ipotizzabili, violenza privata, tentata o consumata, e peculato d'uso. La posizione dei tre agenti della scorta, identificati dopo che la Procura aveva avanzato una specifica richiesta al Viminale, dovrà essere definita.