Il monito: "No a una società che cataloga secondo il colore della pelle"

Il direttore di Nigrizia si scaglia contro il razzismo che ci circonda: chiamiamo le persone a battersi per un mondo che non perda di vista l'umanità.

Razzismo

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globalist 5 novembre 2019
Parole che vanno all’opposto di quello che dicono gli pseudo-cristiani che usano il crocifisso come fosse un manganello contro il diverso ma leggono in Vangelo al contrario, predicando discriminazione, esclusione, egoismo e il primato di un’etnia su un’altra, oltre all’insofferenza per altre religioni e colore della pelle.
Ora il direttore del mensile dei missionari Filippo Ivardi Ganapini ha denunciato questa situazione insostenibile.
"In questi giorni, in Italia, riaffiorano con forza parole e gesti di razzismo e odio. Accade sulle strade, sui campi di calcio, sui social e sulle carrozze dei treni. I bersagli di chi vuole escludere sono gli africani e coloro che vengono etichettati come ''stranieri''. Nigrizia, che per fedeltà alla sua missione è schierata da sempre con i più deboli, ribadisce il suo ''no'' a una società che cataloga i cittadini secondo il colore della pelle, la religione, l'appartenenza etnica, la cultura."
"Siamo impegnati, insieme a tantissimi altri compagni di strada, a promuovere la convivialità delle differenze per costruire una società radicalmente altra, fraterna e giusta. In Italia e in ogni angolo del mondo. - sottolinea- Siamo vicini alla senatrice Liliana Segre, al giornalista Nello Scavo, ai fratelli e sorelle di origine africana che si sentono insultati nella dignità. E chiamiamo ogni singola persona a battersi per un mondo che non perda mai di vista l'umanità."
"Chiediamo a tutti coloro che condividono il nostro percorso di denunciare senza paura ogni atto di razzismo. Aiutiamoci reciprocamente ad affermare, con il nostro stile di vita, quel sogno di fratellanza universale che ci accomuna e ci sprona.", conclude Il direttore di Nigrizia.