Il monito di padre Sorge: "Ruini non benedica Salvini come il Vaticano fece con Mussolini"

L'ex direttore di Civiltà Cattolica: "La Chiesa ha bisogno di una svolta ecclesiale, si rende necessario un Sinodo"

Padre Bartolomeo Sorge

Padre Bartolomeo Sorge

globalist 15 novembre 2019
Padre Bartolomeo Sorge ha rilasciato un'intervista al direttore dell'Espresso Marco Damilano, dicharando che "Il cardinale Ruini sbaglia a benedire Salvini, lo stesso fece il Vaticano con Mussolini". 
"Nella storia della Chiesa italiana" ha detto Padre Sorge, "Ruini è l'ultimo epigono autorevole della stagione di papa Wojtyla. Giovanni Paolo II, dedito totalmente alla sua straordinaria missione evangelizzatrice a livello mondiale, di fatto rimise nelle mani di Ruini le redini della nostra Chiesa, nominandolo per 5 anni segretario generale della Cei, per 16 anni presidente dei vescovi e per 17 anni vicario generale della diocesi di Roma", dice Sorge. "Per quanto riguarda il suo atteggiamento benevolo verso Salvini, dobbiamo dire che e' del tutto simile a quello che altri prelati, a suo tempo, ebbero nei confronti di Mussolini. Purtroppo la storia insegna che non basta proclamare alcuni valori umani fondamentali, giustamente cari alla Chiesa, se poi si negano le liberta' democratiche e i diritti civili e sociali dei cittadini", aggiunge.
"Credo che nella Chiesa italiana si imponga ormai la convocazione di un Sinodo", dice ancora padre Sorge. "I cinque Convegni nazionali ecclesiali, che si sono tenuti a dieci anni di distanza uno dall'altro, non sono riusciti - per così dire - a tradurre il Concilio in italiano. C'è bisogno di un forte scossone, se si vuole attuare la svolta ecclesiale che troppo tarda a venire", spiega.
Secondo il gesuita, ex direttore di Civiltà Cattolica e di Aggiornamenti Sociali, "solo l'intervento autorevole di un Sinodo può avere la capacità di illuminare le coscienze sulla inaccettabilità degli attacchi violenti al papa, sulla natura anti-evangelica dell'antropologia politica, oggi dominante, fondata sull'egoismo, sull'odio e sul razzismo, che chiude i porti ai naufraghi e nega solidarietà alla senatrice Segre, testimone vivente della tragedia nazista della Shoah, sull'assurda strumentalizzazione politica dei simboli religiosi, usati per coprire l'immoralità di leggi che giungono addirittura a punire chi fa il bene e salva vite umane".
"La Chiesa non può pi tacere. Deve parlare chiaramente. È suo preciso dovere non giudicare o condannare le persone, ma illuminare le coscienze", conclude.