Il presidente dell'Inps si racconta: "Mia sorella è stata uccisa da suo marito, so cosa si prova"

Il presidente dell'Inps Tridico sul caso delle due ragazzine, orfane di femminicidio, a cui l'istituto ha chiesto un risarcimento: non avremmo mai dato esecuzione all'atto

Pasquale Tridico

Pasquale Tridico

globalist 9 dicembre 2019

Questa storia delle ragazzine Loiola ”è paradossale. Non dite mai più che l’Inps è una sanguisuga, non avremmo mai dato esecuzione all’atto” ed e quell’atto emesso dall’Inps “era un atto dovuto, necessario per evitare la prescrizione”. A chiarirlo è il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, intervistato dal Corriere della Sera riguardo la richiesta di risarcimento avanzata dall’Inps alle orfane di femminicidio, un caso su cui è intervenuto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.


Tridico spiega che “se non fosse stato emesso prima della prescrizione il responsabile sarebbe stato chiamato a rispondere di danni erariali.
Ma noi di questo caso ce ne stavamo occupando da tempo”. “Era all’attenzione di più uffici della direzione generale con l’Avvocatura della Toscana, in collaborazione con la nostra sede di Massa Carrara” spiega ancora il presidente dell’Inps. “Non so più come dirlo, era un atto dovuto. E non so più come ripeterlo: quelle ragazze non avrebbero mai pagato quella cifra. Io lo so bene che cosa si prova nella loro situazione. Avevano la nostra massima comprensione”.


Il presidente Tridico racconta: “Mia sorella è stata uccisa da suo marito” e tutto è successo “quando io ero ancora ragazzo, e quando omicidi così orribili non si chiamavano ancora femminicidi, non esisteva il termine”. “Per me - continua Tridico - mia sorella era ben più di una sorella. Io sono l’ultimo di sette fratelli, lei era la primogenita. Per me alla fine era una seconda mamma”. “Per mia mamma è stato atroce. Io cerco di fare quello che posso” e “cerco di combattere il fenomeno e proteggere di conseguenza le vittime” sottolinea ancora il presidente dell’Inps.