Corruzione e ‘ndrangheta devastano ancor più politica e vita sociale

Da tempo corruzione e intrallazzi vari sono fenomeno planetario con una criminalità sempre più professionalizzata ed inclusiva

I carabinieri

I carabinieri

Nuccio Fava 19 dicembre 2019

Da tempo corruzione e intrallazzi vari sono fenomeno planetario con una criminalità sempre più professionalizzata ed inclusiva, anche per le nuove possibilità della tecnologia e dell’informatica. Il fenomeno ha da sempre basi solide in tutta Italia, all’inizio specialmente nelle regioni meridionali.


Ormai però le proiezioni della mafia vanno e attecchiscono con solide basi ben oltre i confini europei e hanno dimensioni e collegamenti intercontinentali.


Si pensi alla mafia russa e cinese. A quella sudamericana e a quella fortissima del commercio dell’oppio e di altre sostanze terribili. Del resto anche il cinema si è appropriato con successo del tema al punto che la parola mafia, pare di origine araba, ha pervaso il mondo intero, una vera internazionale del crimine sempre così nominata in ogni lingua non solo in tanti film ma sui media di tutti i paesi.


Anche per i crimini più orribili o sofisticati a Roma - dalla banda della Magliana, a mafia Capitale - derubricata dalla Cassazione pur restando organizzazione pericolosissima. Resta l’estrema gravità dei reati emersi, per i quali non è forse tanto importante la denominazione ma di grande rilievo per la comprensione da parte dell’opinione pubblica e oltre gli aspetti penali l’estrema gravità di un fenomeno disgregativo e paradossalmente suggestivo e accattivante per i più giovani, specie con il divulgarsi in modo gravissimo dell’economia della droga rappresentata crudamente in tv da Gomorra che ha costituito ormai un genere diffuso e ripetuto ampiamente fino a produrre una certa assuefazione. Alla ferocia realtà ci riportano però le tristi cronache quotidiane come per l’assassinio del giovane carabiniere nei pressi del quartiere Prati da parte di due disgraziati universitari americani in vacanza a Roma l’estate scorsa.


Oppure la recente esecuzione in ottobre del giovane Luca Sacchi, coinvolto, incolpevole dalla fidanzata Ucraina forse avida di danaro. Sicuramente in acque precarie formalmente badante, alla ricerca di un lavoro meglio remunerato e più sicuro. Facile preda perciò forse del giro di spacciatori senza scrupoli sicuramente alle prime armi e che volevano assicurarsi in fretta lo scambio di 70.000 euro con un pacco di droga.


Solo esempi che ricordano a tutti noi la pervasività di questo mondo mafioso e senza scrupoli che opera in ogni angolo di possibili intrallazzi, acquisizione di influenza e di potere per un ritorno comunque di danaro e di potere. Mentre magistrati e forze dell’ordine procedevano contro mafiosi e loro alleati, dallo stretto di Messina fino alla valle  d'Aosta, indagini e perquisizioni se possibile non meno inquietanti e gravi. Emerge infatti il rischio non nuovo di un intreccio perverso tra politica e criminalità con lo scambio reciprocamente interessato di favori    
In cambio di voto, per licenze e autorizzazioni illegali , per contratti e forniture ed appalti grandi e piccoli. Così è stato in Val d’Aosta dove il presidente della regione si e’subito dimesso con dignità e affermazioni di estraneità ai fatti; sullo stretto non c’è stata nessuna dimissione né da parte del sindaco né da parte del responsabile dell’ufficio tecnico del Comune, né dei massimi dirigenti della Caronte, una società di navigazione sempre più potente e dominatrice incontrastata dell’attraversamento dello stretto.
Nelle stesse ore il presidente della Repubblica durante gli auguri alle alte cariche dello Stato ricordava i doveri nell’esercizio di funzioni pubbliche, l’urgenza di superare continui scontri e radicali incomprensioni non solo tra schieramenti ma nella stessa maggioranza. Indispensabile al contrario per Mattarella un grande sforzo di fiducia e di concordia pur nel rispetto dei ruoli di governo e di opposizione . Con al centro sempre il dramma dell’occupazione, la questione ambientale ed il futuro dei nostri giovani.