Zanotelli: "Non vorrei che l'attacco di Ratzinger sul celibato fosse una mossa anti-Bergoglio"

Il missionario comboniano: "Non è un problema teologico ma una norma che può essere modificata. Ma chissà se questa uscita è l'equivalente di quella di Ruini su Salvini"

Padre Alex Zanotelli

Padre Alex Zanotelli

globalist 13 gennaio 2020


"Il celibato ecclesiastico non è un problema teologico. E' una legge della chiesa cattolica. Ed in quanto tale può essere modificata".

A commentare quanto affermato da Joseph Ratzinger e dal cardinale Robert Sarah in merito al celibato è padre Alex Zanotelli, missionario comboniano, che aggiunge: "Non vorrei che questa mossa di papa Ratzinger fosse usata, come in passato nel caso dell'apertura del cardinale Ruini a Salvini, per attaccare papa Francesco".


"Sono d'accordo sul fatto che il celibato abbia un grande valore, così come lo è papa Francesco. Non si possono sposare troppe cause. Io personalmente non avrei mai potuto realizzare ciò che ho fatto se avessi avuto una moglie - afferma il missionario - Ma in certe zone come l'Amazzonia, che conta 70mila comunità che vedono sacerdoti non più di ogni 3-4 anni, accettare che i 'viri probati' siano ordinati preti è l'unico modo - rimarca - per evitare che i credenti siano assorbiti da flussi alternativi evangelici e per garantire loro l'eucarestia, che è un diritto".


"Non vorrei - rileva poi il missionario - che questa mossa di papa Ratzinger fosse usata, come in passato nel caso dell'apertura del cardinale Ruini a Salvini, per attaccare papa Francesco che è un Pontefice pastorale, cioè che va incontro alle esigenze della gente".


Quindi Padre Zanotelli conclude: "Non so cosa farà Francesco. Siamo in attesa della sua lettera", la pubblicazione della esortazione post sinodale nella quale Bergoglio tirerà le somme delle tre settimane di assemblea.