La Cassazione 'riabilita' il sindaco di Bibbiano: "Non c'erano elementi per le misure cautelari"

I supremi giudici hanno reso note le motivazioni della sentenza con la quale a dicembre hanno annullato senza rinvio la misura cautelare dell'obbligo di dimora

Andrea Carletti

Andrea Carletti

globalist 14 gennaio 2020
La Cassazione dice l'ultima parola: non c'erano gli elementi per imporre la misura coercitiva dell'obbligo di dimora al sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, nell'ambito delle indagini sugli affidi illeciti. I giudici hanno reso note le motivazioni della sentenza che lo scorso 3 dicembre ha annullato senza rinvio la misura cautelare. I supremi giudici rilevano "l'inesistenza di concreti comportamenti", ammessa anche dai giudici di merito, di inquinamento probatorio e la mancanza di "elementi concreti" di reiterazione dei reati.
Secondo i giudici, l'ordinanza del riesame di Bologna, che il 20 settembre ha revocato i domiciliari a Carletti imponendo però l'obbligo di dimora, non si è basata su "una prognosi incentrata sul probabile accadimento di una situazione di paventata compromissione delle esigenze di giustizia".
Anzi, il riesame - prosegue il verdetto - "pur ammettendo l'inesistenza di concreti comportamenti posti in essere dall'indagato, ne ha contraddittoriamente ravvisato una possibile influenza sulle persone a lui vicine nell'ambito politico amministrativo per poi inferirne, astrattamente e in assenza di specifici elementi di collegamento storico-fattuale con la fase procedimentale in atto, il pericolo di possibili ripercussioni sulle indagini".
Tutto "senza spiegare se vi siano, e come in concreto risultino declinabili, le ragioni dell'ipotizzata interferenza con il regolare svolgimento di attivita' investigative ormai da tempo avviate". Di "natura meramente congetturale" anche il rischio di reiterazione.