Vince Nicola Zingaretti, il «popolo Pd» archivia il renzismo

L'elettorato ha individuato nel profilo del candidato vincente una nettezza che risale all'origine del Pd, nato dall'unione di due filoni ideali e politici estranei al moderatismo, al populismo, alla collocazione centrista

Nicola Zingaretti con la partigiana Tina Costa

Nicola Zingaretti con la partigiana Tina Costa

di Tommaso Verga
Una sola lettura, quale che sia il versante prescelto o di provenienza. Il suffragio oltre ogni previsione a favore di Nicola Zingaretti, il numero dei votanti (si sperava un milione, sarà probabilmente superato l'uno e mezzo), offrono un unico responso: il «popolo del Pd» – benché gli apporti «alla causa» siano stati più ampi – ha giocato una partita nella quale si trattava non solo di eleggere il segretario nazionale, ma prima ancora di chiudere definitivamente la stagione del «renzismo». Così è stato.
Il presidente della giunta regionale del Lazio potrebbe attestarsi attorno ai due terzi delle preferenze. Il che sta a significare che l'elettorato ha individuato nel profilo del candidato vincente una nettezza che risale all'origine del Pd, a un Partito democratico nato dall'unione di due filoni ideali e politici estranei a ogni espressione del moderatismo, alla distinzione destra-sinistra, alla collocazione centrista.
Ora si tratterà di verificare se il nuovo segretario sarà capace di «rifondare» il Pd, di rimettere al centro dell'attività del suo partito innanzitutto e prevalentemente la politica, in una fase storica nella quale sembra prevalere proprio il rifiuto della dialettica quale scelta dei sovranisti. Riuscire a costruire l'alternativa, il pronunciamento della base nei termini così descritti è il compito che attende Nicola Zingaretti.
Accanto, tra le cose da fare con una qual certa urgenza, le elezioni. Una fase che inizia con la Basilicata, e termina, il 26 maggio, con le Europee. Una strettoia. Che trova però l'indicazione per non rimanere impaniati, nei risultati precedenti di Abruzzo e Sardegna, nella «ricetta» del fronte ampio, del campo progressista, e nelle manifestazioni del popolo della sisnistra, straordinaria quella contro il razzismo di sabato a Milano. La direzione è già tracciata.