Senza De Magistris e Pap (ma con i Verdi) la lista della sinistra-sinistra alle Europee

Fratoianni e Acerbo: «“A sinistra” è una lista capace di rappresentare un terzo spazio tra la destra nazionalista e le politiche neo liberiste portate avanti in questi decenni da popolari e socialisti». Ora anche l'ingresso degli ecologisti

La conferenza-stampa del 25 marzo a Montecitorio di presentazione della lista «A sinistra»

La conferenza-stampa del 25 marzo a Montecitorio di presentazione della lista «A sinistra»

Tommaso Verga 29 marzo 2019Hinterland
di Tommaso Verga
«“A sinistra” è la lista femminista, ecologista, progressista che per le elezioni europee del prossimo 26 maggio riunirà partiti e associazioni alternativi al Pd»: la definizione è alla base del «patto» illustrato il 25 marzo, nella conferenza stampa presso la Camera dei deputati, da Sinistra Italiana, Rifondazione Comunista, L’Altra Europa con Tsipras, Partito del Sud, Convergenza Socialista, Transform Italia.
Nonostante il numero dei citati, non tutto e (ancora) non tutti. Si attendono le conclusioni di Possibile, degli autoconvocati di LeU, degli stessi promotori di «A sinistra» sull'appello dei Verdi di entrare nella formazione. Gli ecologisti, dopo l'accordo respinto dall'Italia in Comune di Federico Pizzarotti (che andrà con +Europa), sono ora disponibili a unirsi nella lista delle sinistre (le elezioni del Parlamento europeo vietano la coalizione di liste come invece possibile per quello italiano).
Cinque anni fa, il risultato del 4,03 per cento consentì alla sinistra-sinistra di entrare a Strasburgo con la denominazione L'altra Europa con Tsipras. Anche in vista del 26 maggio la «scelta politica» sarà subordinata al superamento della «soglia di sbarramento», quel 4 per cento che nessuna di queste liste potrebbe raggiungere in solitaria. Di qui la necessità di concludere accordi. 
Oltre a Potere al popolo – perennemente in bilico tra partecipazione e protagonismo alternativo – alla competizione del 26 maggio certamente non prenderà parte la formazione di Luigi De Magistris, il sindaco di Napoli, il quale si dice orientato a rafforzare la propria organizzazione nella prospettiva di uno scontro, quando sarà, con Vincenzo De Luca, il presidente della Regione Campania.
A promuovere l'incontro di «A sinistra» del 25 marzo, Eleonora Forenza, europarlamentare dell'altra Europa con Tsipras, insieme con Costanza Boccardi e Peppe De Cristoforo, ex senatore di Sinistra italiana. Decisamente singolare – quantomeno rispetto alla tradizione – la scelta dei candidati per la formazione delle liste: chi ambisce dovrà presentare online una scheda biografica corredata da una motivazione e da 50 firme d'appoggio, a [email protected]. Evidente l'influenza del movimento 5stelle (con la speranza che gli esiti siano diversi dal punto di vista delle competenze).
La fase procedurale prevede l'avvio immediato delle riunioni territoriali che confluiranno il 7 aprile in un’assemblea generale mentre è fissata per il 17 la chiusura delle liste. Quanto alle firme, la raccolta non sarà necessaria in ragione del fatto che Sinistra europea mette a disposizione il simbolo.
«In Basilicata siamo andati oltre il 4,5 per cento. Ci sono riscontri positivi in tutte le aree del Paese. C'è voglia di sinistra» a dire di Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra italiana, presente in platea insieme con Maurizio Acerbo di Rifondazione. Argomento non ancora affrontato (perlomeno non compiutamento viste le difformità interpretative), i rapporti col 'nuovo' Pd di Zingaretti, soprattutto in vista di future elezioni politiche.
Il 'dettaglio' viene da Eleonora Forenza, secondo la quale non ci sono le condizioni per un'alleanza: «La nostra non è una lista che si muove nell'orbita del centrosinistra. E' una lista di sinistra – ribadisce l'europarlamentare –. Noi siamo alternativi al Pd che in Europa sostiene Timmermans e che in Italia non vuole praticare la discontinuità rispetto al passato, come si è visto anche con Zingaretti che come primo atto va alla Tav o rivendica le politiche sui migranti di Minniti».
In piena sintonia, Maurizio Acerbo, in assenza di un cambiamento programmatico «non c'è motivo per fare le ruote di scorta del Pd. Mi pare che Zingaretti voglia mantenere l'impostazione programmatica di Renzi, come si è visto persino su una questione come la Tav in val di Susa. Noi pensiamo a una sinistra autonoma dal Pd. Se ci rafforziamo noi, anche il Pd sarà costretto a cambiare» conclude.
Secondo i promotori, «A sinistra» è «una lista capace di rappresentare un terzo spazio tra la destra nazionalista e le politiche neo liberiste portate avanti in questi decenni da popolari e socialisti. Un'altra idea di Europa: più democratica e più sociale».