Vespa: un arbitro che segna per la squadra di casa

Il conduttore è abilissimo e bravo, ma non riesce a controllare la sua attrazione per Berlusconi. Così quando in studio a Silvio rinfacciano lo spread, risponde lui

Giancarlo Governi 21 febbraio 2013
[b]di Giancarlo Governi[/b]



Anni fa mi capitò di vedere al Prix Italia un telefilm inglese, della Bbc, che raccontava la storia di un travet che il sabato mattina dopo una settimana di lavoro noiosa e grama, si alza molto presto, quando la moglie ancora sta dormendo, e si reca in un campetto di periferia non per giocare al calcio ma per arbitrare la partita di due scalcinate squadre di dilettanti. La partita si svolge anch’essa noiosa come immaginiamo sia stata la settimana di lavoro, il nostro eroe cerca di imporre la sua conduzione severa ma inutilmente perché all’ultimo minuto il risultato è inesorabilmente segnato dallo zero a zero. Proprio alla fine il nostro arbitro fischia un calcio d’angolo che viene battuto con il classico cross in area. A questo punto si vede il nostro eroe arbitro che si tuffa, impatta la palla con la testa e insacca all’incrocio dei pali. L’ultima immagine del telefilm rappresenta l’arbitro che esulta come un calciatore qualsiasi, assurto a eroe della partita.



Mi è venuto alla mente questo telefilm di tanti anni fa con l’arbitro protagonista, guardando tutte queste trasmissioni televisive con i protagonisti della campagna elettorale, interrogati da giornalisti e conduttori. A un certo punto ho avuto una visione: ho visto il conduttore librarsi in area, impattare la palla di testa e fare il più plateale dei gol.



Voglio riferirmi al conduttore principe, al conduttore per eccellenza, a Bruno Vespa, abilissimo navigatore e grande professionista. Vespa si capisce che si sforza di mantenere la equidistanza da tutti, ma si capisce anche che ha un debole per Berlusconi. Si capisce che è ammirato per le sue capacità istrioniche, per la sua facilità di fare spettacolo. Parte la sigla e si vedono le immagini di tutti i grandi competitori. Berlusconi dice: sono tutti brutti, tranne uno. Il pubblico amico applaude, Vespa chiede chi sarebbe l’unico bello, e Berlusconi ridendo dice: hanno risposto loro con l’applauso, è ovvio che sono io. E’ un bell’inizio di spettacolo, si capisce che l’illustre ospite farà come al solito il simpatico e che si finirà per ridere tutti. Ovviamente le domande sono giuste e ben documentate, illustrate anche da servizi ben fatti, ma Berlusconi risponde prontamente. Quando Vespa butta lì domande che dovrebbero essere imbarazzanti, come piccole punture di spillo, Berlusconi che conosce bene quelle domande, riesce a svicolare sempre con una battuta e a restituire le punture di spillo. Quando il direttore non amico fa la domanda imbarazzante, Berlusconi viene inquadrato mentre sorride sornione con l’aria di quello che pensa sì, parla pure che tanto la risposta è pronta. Ti sto ad ascoltare perché sono una persona educata e liberale, anzi ti ringrazio per la domanda che tu ritieni imbarazzante dandomi la possibilità di fare bella figura.



Ma il momento bello arriva quando il giornalista interrogante fa notare che lo spread con Berlusconi presidente del consiglio era salito ai massimi livelli, il conduttore arbitro chiede il permesso di rispondere lui. Berlusconi benevolo lascia fare. Ed è in quel momento che ho visto l’arbitro librarsi in volo e mettere la palla all’incrocio dei pali.