Mattarella: "Proteggiamo i giornalisti da quest'ondata di violenza"

Il messaggio del presidente della Repubblica nella giornata mondiale per la Libertà di stampa: "ancora oggi aggressioni e intimidazioni minacciano il lavoro di quei cronisti che non si piegano"

Giornata mondiale per la Libertà di stampa

Giornata mondiale per la Libertà di stampa

globalist 3 maggio 2018

Un patrimonio vitale, quello dell'informazione, fondamento della democrazia da difendere e tutelare da una nuova stagione di violenze contro la stampa. E' il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella inviato al presidente dell'Unione nazionale cronisti italiani, Alessandro Galimberti, in occasione della XI Giornata della memoria dedicata ai giornalisti uccisi da mafie e terrorismo. Un messaggio che arriva anche nella giornata mondiale per la Libertà di stampa.
"La libertà di informazione, come attesta la nostra Costituzione - ha detto Mattarella - è fondamento di democrazia. Una nuova stagione di violenze contro la stampa, in Italia, in Europa, nel mondo, sembra riaffacciarsi: ancora oggi aggressioni e intimidazioni minacciano il lavoro di quei cronisti che non si piegano alla logica di interessi e poteri illegali e della criminalità, recando così un contributo rilevante alla causa della democrazia".
"Occorre sostenere il loro lavoro - ha aggiunto il presidente della Repubblica - perché difendono dall'aggressione la nostra vita sociale e la nostra libertà personale e familiare, attraverso l'informazione libera e corretta. Occorre proteggere le loro voci che rifiutano ogni sopraffazione".
"E' proprio grazie a questi uomini e a queste donne e al loro lavoro - ha sottolineato Mattarella - che, dove prima vi era diffusa omertà, ora spesso sono presenti simboli delle associazioni impegnate contro la mafia. Dove vi era silenzio dettato dal timore, o dalla connivenza, ora vi sono le parole, forti e coraggiose, dei nostri ragazzi. Dove c'era indifferenza o rassegnazione, ora si insegna la legalità".
A Roma si terrà una cerimonia in memoria dei giornalisti uccisi a causa del loro lavoro e delle vittime innocenti di mafia. Si svolgerà in contemporanea con altre celebrazioni indette in collaborazione con l'Onu in tutto il mondo, la principale ad Accra, in Ghana.
Sono almeno 29 i giornalisti e operatori dei media uccisi nel mondo dall'inizio del 2018 secondo un conteggio basato sui dati di Reporters sans frontières (Rsf). Ma a questi vanno aggiunte le 9 vittime del duplice attentato in Afghanistan del 30 aprile.
Nel 2017, i giornalisti uccisi nel mondo erano stati 65, in leggero calo rispetto ai 79 dell'anno precedente. Lo scorso anno, la maglia nera del Paese più pericoloso è andata alla Siria, con 12 giornalisti uccisi recensiti, davanti al Messico (11), l'Afghanistan (9), l'Iraq (8) e le Filippine (4). In partenariato con l'Unesco, Rsf ha pubblicato una guida pratica multilingue per la sicurezza dei media che operano nelle zone a rischio. Il documento è disponibile gratuitamente on-line.