Parlamentare tunisino a Salvini: "parole offensive, i migranti non sono criminali"

Lettera al ministro dell'Interno italiano che ha accusato Tunisi di esportare galeotti: "siamo l'unico paese che garantisce all'Italia un'efficace collaborazione"

Mohamed Ben Souf

Mohamed Ben Souf

globalist 5 giugno 2018

Dopo i primi passi di Matteo Salvini come ministro dell'Interno e lo scontro diplomatico con il governo di Tunisi accusato dal numero uno del Viminale di esportare galeotti, arrivano le parole di Mohamed Ben Souf, parlamentare tunisino eletto in Italia per il partito modernista Nidaa Tounes.
"Caro Salvini - ha scritto Ben Souf in una lettera indirizzata al ministro dell'Interno italiano - le accuse che ha rivolto al mio Paese offendono l'orgoglio dei tunisini, un popolo che con coraggio ha abbracciato la democrazia, lo stato di diritto, la parità di genere".
"Offende - si legge ancora nella lettera - anche una verità incontrovertibile, di cui gli stessi media italiani hanno parlato in questi giorni: il fatto che la Tunisia è l'unico paese che garantisce all'Italia un'efficace collaborazione ed il buon funzionamento dell'accordo di riammissione, tra l'altro sottoscritto nel 2011 da un esponente del suo stesso partito, il ministro Maroni".
"Ne consegue - prosegue la lettera del parlamentare tunisino - che molti tra le poche migliaia di migranti tunisini che giungono in Italia (circa 6.000 nel 2017) vengono rimpatriati".
"Quanto alla partenza verso le coste italiane di criminali, detenuti rilasciati dalle carceri tunisine - ha scritto ancora Ben Souf - si tratta di un'accusa totalmente infondata. La prassi degli indulti in Tunisia ha radici profonde; i detenuti per reati minori beneficiano periodicamente della grazia presidenziale in occasione delle principali festività. Ciò non aveva mai suscitato obiezioni; non vi è alcun collegamento tra il rilascio di detenuti e il flusso di migranti. Quest'ultimo è un fenomeno provocato dalla crisi economica tunisina ed assume comunque proporzioni abbastanza modeste. I migranti sono semplicemente giovani che tentano di costruirsi un avvenire migliore. Non sono criminali e terroristi".