La svolta progressista di Pizzarotti: potremmo allearci con Varoufakis

Il sindaco di Parma ha fondato Italia in Comune che potrebbe partecipare alle regionali: vogliamo creare un fronte anti-populista

Federico Pizzarotti

Federico Pizzarotti

globalist 24 luglio 2018

Se ne parla poco ma dietro al sindaco di Parma l’Italia democratica e anti-razzista potrebbe trovare una sponda interessante, soprattutto se la sinistra perde voti ma quando si presenta sotto bandiere diverse ha invece capacità di attrarre il consenso: “
Raccogliere amministratori da tutta Italia, poi in autunno fare il congresso nazionale. Partecipare alle elezioni regionali. E prepararsi per quelle nazionali". Così Federico Pizzarotti, nel 2012 primo sindaco M5s di un capoluogo di provincia, Parma, rieletto nel 2017 nonostante la 'cacciata' di Grillo, delinea così il suo nuovo partito 'Italia in Comune'.
In Emilia-Romagna le elezioni regionali sono nel 2019, come le europee di maggio per le quali "stiamo valutando - spiega - se entrare in Diem25 di Varoufakis, un gruppo sovranazionale che raccoglie tutti i movimenti progressisti. L'ex ministro greco mi ha fatto un'ottima impressione".
Incalzato con domande, dal centrosinistra - risponde - "prenderei subito con me Carlo Calenda: uomo competente, anche se poco 'politico'. E forse anche Nicola Zingaretti. A destra? Zaia, uno che porta risultati, più che annunci via Twitter", mentre "Renzi proprio no, è stata un'occasione sprecata".


Chiede di non chiamare 'Italia in Comune' il 'partito dei sindaci': "Meglio fronte anti-populista e per una società aperta. Sul tema dell'immigrazione, dei diritti, delle minoranze e dell'Europa". Anche se i sindaci ci sono e la parola chiave è realismo: "I sindaci lo sanno meglio di tutti. Se proponi cose straordinarie e poi non le fai, il cittadino ti vede al bar e giustamente te lo rinfaccia".