Caso Cucchi, Fratoianni accusa: "alla destra fa paura la verità"

Il segretario di Sinistra italiana su Fb: "la destra e qualche esponente impenitente delle forze dell'ordine hanno incominciato a inveire contro il film e contro la famiglia di Stefano"

Nicola Fratoianni

Nicola Fratoianni

globalist 31 agosto 2018

Un post su Facebook per difendere il film sul caso di Stefano Cucchi Sulla mia pelle, presentato a Venezia, e un attacco alla destra che ha paura della verità e ad alcuni esponenti delle forze dell'ordine che hanno incominciato a inveire contro il film e contro la famiglia di Stefano.
Lo ha pubblicato sul social network Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra italiana ed esponente di Liberi e uguali.
"Quanto fa paura la verità? Tanto - ha scritto Fratoianni - se è vero che dopo la proiezione del film su Stefano Cucchi molta destra e qualche esponente impenitente delle forze dell'ordine hanno incominciato a inveire contro il film e contro la famiglia di Stefano. Un film che racconta gli atti processuali, sia chiaro".
"Addirittura - ha aggiunto il deputato di Leu - qualche simpatico politico della destra tutta cachemire e manganello ha sbraitato chiedendo che siano ritirati i fondi pubblici a chi ha prodotto e realizzato il film. Ho letto persino una frase, del tipo 'certa sinistra ha un'idea delle forze di polizia estrinsecata sempre con atteggiamenti denigratori'. Quanto mi fa ridere".
"La destra del manganello facile (per gli altri) - ha scritto ancora Fratoianni - da sempre utilizza le forze armate e le forze di polizia per scopi elettorali. Indossano le magliette delle diverse forze, fanno i selfie, ma quando sono al governo tagliano sul personale, tagliano sugli stipendi, tagliano sui corsi di formazione, tagliano sulle risorse basilari, mentre si mettono a giocare con aerei da guerra e spostano tutta la spesa militare e per la sicurezza su sistemi d'arma. E i nostri militari a malapena possono cambiarsi divisa e scarpe".
"Per questa gente - ha proseguito l'esponente di Leu - le forze dell'ordine servono solo come bacino elettorale, ma poi non si interessano se vanno in giro con auto vecchie e senza benzina. Fanno propaganda ideologica sul reato di tortura o sul numero identificativo (che è presente in tutta Europa), quando è in realtà una garanzia per le tante persone per bene che ci sono nelle forze dell'ordine, la stragrande maggioranza".
"La smettano i sacerdoti del manganello al velluto - ha concluso Fratoianni - di fare propaganda sulla pelle delle persone e lascino in pace le forze dell'ordine. A Ilaria, alla famiglia Cucchi, come sempre un abbraccio fraterno e l'invito a non mollare. Anche le forze dell'ordine, quelle con un alto senso del proprio ruolo nei confronti dei cittadini e dello Stato, sono con loro. Dalla parte della verità e della giustizia".