Le donne della Cgil contro Salvini: "usa gli stupri per la sua propaganda"

Il ministro dell'Interno ha condannato la violenza subita da una donna da parte di un ragazzo della Costa d'Avorio ma ha taciuto sullo stupro di una ragazza che ha portato in carcere un imprenditore

Una manifestazione contro la violenza sulle donne

Una manifestazione contro la violenza sulle donne

globalist 17 settembre 2018

Matteo Salvini usa le donne stuprate come bandiere per fare politica. E' la denuncia del Coordinamento Donne Cgil Parma dopo la violenza sessuale subita sabato notte da una donne parmense di 32 anni, vittima di un 26enne originario della Costa d'Avorio.
"Non è accettabile - sottolinea il coordinamento Cgil - che le donne violentate vengano strumentalizzate dalla politica diventando mere bandiere, come in quest'ultimo episodio, che ha immediatamente provocato la reazione del ministro dell'Interno, il quale non ci risulta essere intervenuto con altrettanta tempestività all'indomani della notizia che ha portato tante persone davanti al Tribunale di Parma per chiedere giustizia".
Poco dopo la notizia dello stupro dello scorso sabato, infatti, il ministro dell'Interno era prontamente intervenuto e sentenziato: "A Parma un immigrato irregolare ha violentato una donna. Per questa gente in Italia non c'è più posto".
Una vera e propria strumentalizzazione per la Cgil che ha ricordato invece che nulla era stato detto nel caso della violenza sessuale che ha portato in carcere e poi agli arresti domiciliari il parmigiano Federico Pesci, l'imprenditore accusato di avere stuprato una ragazza di 21 anni".
Un caso che ha creato molto clamore in città e non solo. Il commerciante parmigiano di 46 anni era in carcere dallo scorso 30 agosto accusato di violenza sessuale e lesioni pluriaggravate ai danni di una ragazza italiana di 21 anni. La testimonianza della giovane e le ricostruzioni degli inquirenti hanno parlato di una notte di orrore. Le indagini proseguono mentre da due giorni l'imprenditore è ai domiciliari.
"La prossimità dei due episodi - ha affermato il coordinamento donne Cgil di Parma - dimostra con grande evidenza come la violenza di genere non abbia colore. È un atto esecrabile, che lascia tracce indelebili nelle persone che lo subiscono, minando profondamente la fiducia nelle relazioni tra persone".
"Ci aspetteremmo piuttosto, da parte di chi ci governa, dichiarazioni accorate a favore dello stanziamento di maggiori fondi da destinarsi ad investimenti nelle scuole e nel mondo del lavoro sulle politiche di prevenzione e sulla cultura di genere, oltre che di nuove risorse ai centri antiviolenza, presidi fondamentali per la tutela e il recupero delle vittime".