Fattori rompe con il M5s: istituzioni umiliate, sarà il mio ultimo voto di fiducia

La senatrice grillina dissidente durissima: chi chiedeva onestà e trasparenza ha imbavagliato il parlamento. Non sarò complice.

Elena Fattori

Elena Fattori

globalist 22 dicembre 2018
I più informati raccontavano che Giggino Di Maio non le parlasse più, come capita alle ‘pecore nere’ che osano manifestare il dissenso in una setta.
Adesso la senatrice del M5s Elena Fattori ha annunciato che il voto di fiducia sulla manovra sarà la sua ultima fiducia al governo di Giuseppe Conte.
"Oggi darò forse il mio ultimo voto di fiducia a questo governo. 'Forse' perché anche se nessuno se lo augura ci saranno situazioni di urgenza (terremoti, alluvioni epidemie o altre emergenze nazionali) per le quali sarà necessario varare un decreto come Costituzione prevede, fare in fretta e chiedere la fiducia al parlamento. E allora non mancherà la mia fiducia responsabile. Ma dall'inizio di questa legislatura chi aveva occupato il parlamento e le piazze per chiedere onestà, trasparenza e, soprattutto partecipazione e democrazia, ha imbavagliato il parlamento impedendogli di contribuire , correggere e proporre", dice Fattori.
E aggiunge: "Cosi' anche questa volta non abbiamo potuto proporre: per esempio di alzare il tetto delle pensioni che non vedranno l'adeguamento (1500 euro non sono pensioni d'oro) o allocare maggiori risorse alle terre alluvionate, o all'agricoltura in difficolta'. Non abbiamo potuto impedire che si alzasse la cifra per l'affidamento diretto da 40.000 a 200.000 euro, pericolosa mossa in un paese clientelare come il nostro. E molte altre cose in un lavoro collettivo che avrebbe sicuramente migliorato il provvedimento e le vita delle persone. Ma gli italiani aspettano il reddito di cittadinanza (per quanto la misura sarà diversa da quella che abbiamo raccontato negli anni, ma meglio di niente) e pensioni quota 100. Per questo non tradirò le loro aspettative e avranno tutto ciò anche per il mio lavoro e il mio voto. Ma il mio voto ci sarà soprattutto perché i tempi non consentono di tergiversare sennò andiamo in esercizio provvisorio e sono dolori per tutti. Ma poi si deve cambiare perché stiamo costruendo un presente di umiliazione delle istituzioni democratiche che legittimerà chi verrà, chiunque esso sia, a fare altrettanto. E io non sarò più complice di ciò