La cattiveria di Salvini: "Altro che prenderli con l'aereo, tornino a casa loro"

L'odissea dei 49 migranti bloccati a bordo delle navi delle Ong Sea Watch e Sea Eye fa deflagrare lo scontro nel governo.

Salvini

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globalist 9 gennaio 2019
Arrivata al diciannovesimo giorno, l'odissea dei 49 migranti bloccati a bordo delle navi delle Ong Sea Watch e Sea Eye fa deflagrare lo scontro nel governo. "Accogliamo donne e bambini, c'è un limite ad ogni politica del rigore", dice il premier Giuseppe Conte in tv. "Nessuno arriverà mai con il mio consenso", replica dieci minuti dopo Matteo Salvini in diretta su Facebook minacciando in maniera neanche troppo velata conseguenze serie per il governo.
Continua la polemica tra il leader della Lega, Matteo Salvini, e il premier, Giuseppe Conte, sui migranti. L'occasione è il fermo di 15 persone in Sicilia per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e terrorismo: "Altro che farne sbarcare altri o andarli a prendere con barconi e aerei - twitta Salvini -: stiamo lavorando per rimandarne a casa un bel po'. Scafisti e terroristi: a casa!".
E' stato dunque Conte a fare la prima mossa. Ma prima il presidente del Consiglio ha tentato di limitare i danni, schierandosi sulle posizioni già espresse da Salvini. "L'Italia - ha detto infatti - ha assunto una posizione di rigore, forte, una svolta rispetto al passato. Ma nella gestione dei flussi occorre un approccio strutturato" che non c'è. Dunque "la delusione verso l'Europa è forte".
Poi però è arrivata la svolta. "Questo è un caso eccezionale, con donne e bambini da oltre due settimane in mare. Non volendo tradire la linea di coerenza del governo, penso che il sistema Italia possa sopportare poche donne e pochi bambini. Ed è contrario a qualsiasi principio separare padri e figli. Salvini esprime una linea condivisa dal governo ma se marchiamo nel segno dell'eccezionalità un intervento di questo tipo, la linea del governo non può essere tacciata di incoerenza".
Insomma, aggiunge il premier per essere più chiaro, "se non li faremo sbarcare li prenderò con l'aereo" perché "alla politica del rigore c'è un limite". Parole non pronunciate a caso e che ben interpretano il pensiero del Colle, rimasto in questa fase silenzioso ma che in una vicenda analoga come quella di agosto che vide protagonista la nave Diciotti, si spese per una moral suasion.
Salvini ci mette meno di dieci minuti a replicare, convocando i suo follower su Facebook. E le parole del vicepremier non sono certo rassicuranti per il governo. "Non cambio e non cambierò mai idea, un cedimento significherebbe riaprire le porte al traffico di esseri umani".