Salvini cita 'Il pescatore' di De Andrè e il web insorge: hai citato la canzone sbagliata

Il ministro della Nutella dimentica che il personaggio 'versò il vino e spezzò il pane per chi diceva ho sete e ho fame' e che Faber cantava gli ultimi senza eccezioni.

Il tweet di Salvini su De Andrè

Il tweet di Salvini su De Andrè

globalist 11 gennaio 2019
Matteo Salvini ha ricordato con il verso sbagliato Fabrizio De Andrè nell'anniversario della sua scomparsa, 11 gennaio, giorno in cui il cantautore genovese morì 20 anni fa. Il verso è quello de Il pescatore, brano appartenente al Volume III, album del 1968. "All'ombra dell'ultimo sole/S'era assopito un pescatore. Ciao Fabrizio, grazie poeta!", ha scritto il ministro su Twitter. Un ricordo che, tuttavia, si è trasformato in un boomerang visto che molti utenti hanno replicato citando i versi successivi de Il pescatore e quelli di altre canzoni di De André.

"Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno/Non si guardò neppure intorno/Ma versò il vino spezzò il pane/Per chi diceva ho sete ho fame", replica un altro utente, a sottolineare il senso di quell'incontro tra un assassino e il pescatore, raccontato nel brano. "Tra l'altro l'assassino arriva a una spiaggia", aggiunge un altro


Il "poeta degli ultimi", come è stato definito De André, ha dedicato la sua poetica alle minoranze: dai rom ai migranti, fino ad arrivare alle prostitute, ai tossicodipendenti. Ed è per questo che ogni volta che Salvini cita o ricorda Faber, molti gli fanno notare la diversità di vedute tra lui e il poeta su molti temi.
"Fabrizio appartiene a tutti, ma sarebbe meglio ascoltarlo", aveva consigliato la compagna Dori Gezzi in un'intervista HuffPost. Un consiglio che gli è stato rinnovato dagli utenti anche nel giorno del 20esimo anniversario dalla morte di De André.