Zingaretti: "Il simbolo del Pd alle europee non è un dogma" e apre a liste più ampie

Il governatore del Lazio nonché candidato alla guida dei dem, Nicola Zingaretti, delinea quindi una lista aperta alle europee e anche l'ipotesi di rinunciare al simbolo dei democratici per qualcosa di più grande.

Zingaretti

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globalist 11 gennaio 2019

"Non è un dogma, ma questo poi lo decideremo. Dobbiamo ripartire dal Pd come promotore di una lista ampia, con il protagonismo degli intellettuali del mondo della ricerca e della scuola, del mondo del lavoro, dei giovani e dell'associazionismo". 
In una lunga intervista al Messaggero il governatore del Lazio nonché candidato alla guida dei dem, Nicola Zingaretti, delinea quindi una lista aperta alle europee e anche l'ipotesi di rinunciare al simbolo dei democratici per qualcosa di più grande.



"Dobbiamo aprirci e allargarci, aggregare forze culturali, economiche e sociali per dare un'idea che c'è un'Europa da rifondare - dice Zingaretti al Messaggero -. Loro, i leghisti, vogliono picconare l'Europa, noi rifondarla".



Quindi l'avversario è uno, Salvini, la Lega. Sui grillini è quasi malinconico:



"I grillini sono complici del loro suicidio e soprattutto del momento più buio della vita democratica italiana - aggiunge Zingaretti-. La mia e la nostra missione è quella di parlare con le persone: per chi lo ha votato il M5S è stato una speranza tradita, chi ha gridato onestà si è ritrovato i condoni".



Elegante su Renzi, "non dobbiamo reprimere il pluralismo delle idee", ma glissa sul programma tv dell'ex guida del Pd, non avendolo visto, "ero in giro per la campagna elettorale", Zingaretti è fiduciso sulle primarie:



"Sono molto ottimista: i gazebo si riempiranno. In questa situazione così difficile credo che superare 1 milione di persone sia un obiettivo possibile. Ci saranno sorprese, c'è un'Italia insoddisfatta e arrabbiata che vuole ripartire per cambiare, ma con un nuovo gruppo dirigente".