Enrico Letta critica Calenda: il frontismo anti-populista è un favore ai populisti

L'ex premier: " Ci sono milioni di persone che il 4 marzo hanno votato M5s, ma oggi sono in silenzio e chiedono qualcos'altro. Con loro bisogna parlare, con umiltà

Enrico Letta e Renzi

Enrico Letta e Renzi

globalist 19 gennaio 2019
Lo aveva chiamato Fronte repubblicano. Poi è diventato un’altra cosa ma sempre fronte è: “Ho apprezzato molto il suo libro. L'unica cosa che non mi convince è il frontismo antipopulista, perché è il favore più grosso che puoi fare ai populisti: offri un nemico, l'unica cosa che li unisce".
Lo ha detto alla Stampa l'ex premier Enrico Letta parlando di Carlo Calenda e del suo manifesto per le Europee. Sul possibile scenario europeo dopo le elezioni, Letta commenta: "Salvini è forte quando picchia sui migranti, ma quando chiede di fare deficit scassando le regole di bilancio resta solo, trattato dai suoi amici sovranisti come un "terrone spendaccione".
Si vedrà che il fronte populista è tutt'altro che compatto. A meno che non abbia un nemico comune schierato a difesa di un'Europa in bianco e nero e con la forfora". Su come trattare con i Cinque stelle, Letta osserva: "Non è più tempo di teorizzare che altri partiti sono "costole della sinistra". Bisogna distinguere le leadership dalle motivazioni del voto. Ci sono milioni di persone che il 4 marzo hanno votato M5s, ma oggi sono in silenzio e chiedono qualcos'altro. Con loro bisogna parlare, con umiltà, non certo dicendo: avete visto che avevamo ragione noi?".
L'ex premier commenta anche l'introduzione del referendum propositivo: "Non è uno scandalo, ma un modo per avvicinare i cittadini alla decisione. Funziona se relativo a questioni puntuali e definite, come in Svizzera. Non su questioni che implicano la tenuta del governo, come sulla Brexit".