Chissà che anche per Salvini non sia finita la pacchia

Viviamo con angoscia l'ascesa di un nuovo fascismo addirittura peggiore del vecchio e leggiamo ogni giorno che Matteo Salvini sarebbe il leader più amato dagli italiani. Ma siamo sicuri?

Salvini

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David Grieco 21 gennaio 2019
Pur consapevoli di vivere in una realtà più virtuale che reale, continuiamo a credere a tutte le panzane che tutti i giorni ci vengono raccontate. Viviamo con angoscia l'ascesa di un nuovo fascismo addirittura peggiore del vecchio e leggiamo ogni giorno che l'ignobile Matteo Salvini sarebbe il leader più amato dagli italiani. Ma siamo proprio sicuri che tutto questo sia reale?
A Cagliari c'è stata una piccola ma significativa tornata elettorale. Sono stati chiamati alle urne 240.000 elettori, per eleggere colui che dovrà sostituire in Parlamento Andrea Mura, deputato del Movimento 5 Stelle che voleva prendere lo stipendio continuando a fare il navigatore solitario.
A sorpresa, somma sorpresa, l'ha spuntata il candidato del centrosinistra Andrea Frailis, bravo giornalista sostenuto da un ampio fronte di associazioni politiche e culturali.
Nessuno se lo aspettava.
Frailis ha ottenuto più del 40 per cento dei voti e ha superato largamente il candidato dei 5 Stelle Luca Caschili (29%) e la candidata del centrodestra Daniela Nobili (28%). Eppure, nelle settimane scorse si erano scomodati tanti ministri dell'attuale governo, sia stellati che leghisti, per sostenere i loro due candidati.
Si tratta di un campione elettorale molto parziale, ma è piuttosto sconvolgente come questo risultato vada in senso diametralmente opposto a tutte le sensazioni e a tutte le opinioni circolate in questi mesi.
Il dato più importante è l'astensionismo. A Cagliari, dei 240.000 cittadini aventi diritto soltanto 40.000 si sono recati a votare. Il 15%. Un numero mai visto. Un risultato a dir poco preoccupante.
La politica è vista ormai come la peste. A quanto pare, alla maggioranza degli elettori stavolta il seggio elettorale deve essere sembrato il luogo del contagio, dal momento che non hanno voluto nemmeno esercitare il loro diritto di voto. Se accadesse a livello nazionale, forse dovremmo chiedere l'intervento dell'ONU.
Senza contare che un risultato come questo sconfessa clamorosamente e forse definitivamente tutti i sondaggi, che negli ultimi anni si sono già dimostrati degni di ben poca fede.
Infine, c'è la vittoria a sorpresa di un candidato del centrosinistra dato per spacciato alla vigilia. Una persona seria che non proviene dalla nomenclatura, un progressista (come si legge nel suo manifesto elettorale) che non ha fatto appiccicare il suo volto al simbolo del PD.
Per quanto si tratti solo di un indizio, questo risultato dà ampiamente ragione a Nicola Zingaretti, che parla poco e lavora molto per resuscitare il centrosinistra anche rinunciando al simbolo del PD, e dà altrettanto ampiamente torto all'iniziativa di Carlo Calenda, che invece vuole ricompattare il PD alle Europee intonando il solito refrain di Enzo Jannacci ("Vengo anch'io. No, tu no!") che ha allontanato in questi anni milioni e milioni di elettori.
Evidentemente, il masochismo e l'elitarismo sono più forti di qualunque ideologia. Ma gli italiani, dopotutto, non sono fessi come sembrano. Chi continua ad ignorare questo farebbe bene ad occuparsi d'altro.