Di Maio si smarca da Chalençon, il leader dei gilet gialli che vuole un colpo di Stato

"Chi presenterà quella lista dovrà essere una persona che crede nella democrazia per cambiare le cose"

Di Maio

Di Maio

globalist 15 febbraio 2019
"In questo eventonon ci sono esponenti dei gilet gialli. C'è stata un'interlocuzione con una realtà complessa, ma noi non abbiamo intenzione di dialogare con quell'anima che parla di lotta armata o la guerra civile. Chi presenterà quella lista dovrà essere una persona che crede nella democrazia per cambiare le cose". Lo afferma il vicepremier Luigi Di Maio presentendo il manifesto M5S per le Europee.


"Sono contento - ha detto in un altro passaggio - che sta tornando l'ambasciatore francese in Italia, a cui chiederò un incontro. Intanto gli do il bentornato". 
Ieri il servizio di Piazza Pulita: "Sono contento di aver incontrato Di Maio perché abbiamo avuto un riconoscimento politico da un leader estero". Con questa dichirazione Chalençon, leader controverso dei gilet gialli francesi, che il M5s ha incontrato in vista delle europee immaginando una possibile alleanza, ha colto nel segno il punto: Di Maio ha dato credito alla parte più violenta e pericolosa del movimento dei gilet gialli francesi. 
Nell'intervista Chalençon afferma che loro sono pronti a rovesciare il governo Macron con la forza anche attraverso l'aiuto dei paramilitari. Non solo ha anche affermato che se lui morisse per mano della polizia si arriverebbe al golpe e Macron verrebbe ghigliottinato. Un folle o un terrorista lucido? Non si sa. Ma ciò che è certo è che il nostro vice premier ha incontrato un personaggio così losco che vuole fare un colpo di Stato in Francia.