Di Maio & Co: avete ancora voglia di ridere?

Per Di Maio la colpa continua a essere di qualcun altro, ma la verità è che sono stati sconfitti dallo stesso 'popolo' di cui si erano fatti paladini

I ministri cinque stelle

I ministri cinque stelle

Giuseppe Cassarà 25 febbraio 2019

“Posso capire che in questi mesi ci siamo messi contro banche e assicurazioni alle quali abbiamo aumentato le tasse, così come al gioco d’azzardo, le trivellazioni in mare le abbiamo bloccate e ci siamo inimicati i petrolieri e che quindi un certo mondo stia godendo nella speranza che possa morire il MoVimento, ma così non è. Il MoVimento 5 Stelle è vivo e vegeto”.


Lo ha scritto Luigi Di Maio su Facebook a margine del risultato elettorale in Sardegna, risultato che per il leader grillino non è il tonfo che invece è stato. Più che naturale, in fondo. Mai si è visto e difficilmente si vedrà un leader politico che ammette la cocente sconfitta. Berlusconi, d’altronde, è ancora convinto di contare qualcosa.


Ma persino nella caduta, i cinque stelle non si smentiscono: la colpa è sempre degli altri. in questo caso delle banche e dei petrolieri, questi ultimi arrabbiati per lo stop alle trivelle nello Jonio. Piccola storia divertente: Luigino fa il gradasso con i risultati degli altri, dato che è stato Sergio Costa, Ministro dell’ambiente, a far sì che venisse emesso un emendamento al dl ‘semplificazione’ per bloccare le trivelle, cui aveva dato il via libera indovinate chi? Proprio il Di Maio nazionale, che come sempre si è difeso: “noi abbiamo solo ratificato, è stata una porcata dei governi precedenti”. Comodo.


Ma a forza di accampare scuse, queste prima o poi finiscono. E la giustificazione “la colpa è delle banche” sa di stantio, considerato anche che non è che abbia vinto il centrosinistra, ma proprio quel Solinas appoggiato da Salvini, cui i cinque stelle hanno lasciato campo libero non mettendo nemmeno un piede in Sardegna, mentre il Ministro si travestiva con la felpa dei quattro mori. È stato il ‘popolo’, caro Di Maio, a sconfiggervi, lo stesso popolo che ha salvato Salvini per il rotto della cuffia su Rousseau. Il popolo che state perdendo a forza di dimostrare, giorno dopo giorno, quanto poco adatti siete a sedere su quelle poltrone.


E quindi il tempo dei selfie sorridenti sui balconi è giunto ormai al capolinea: disorientati dalla doppia sconfitta in Abruzzo e Sardegna, ora i pentastellati devono trovare le parole per ammettere la verità che è sotto gli occhi di tutti da un anno a questa parte: l’unico nemico che avete in Italia ve lo siete messo in casa voi stessi. Salvini è riuscito a passare, a livello nazionale, da un misero 17% a oltre il 30%, rubando elettorato e consenso mentre voi stavate a guardare.


E, credeteci, non è soddisfazione quella che proviamo nel vedervi affondare. Almeno, non del tutto. C’è soprattutto preoccupazione: perché, nel bene ma specialmente nel male, il Movimento doveva rappresentare un argine al delirio autoritario di Matteo Salvini e dei suoi ministri che blaterano di Bibbia e razza bianca. Quando i cinque stelle tramonteranno, il loro vuoto da chi sarà riempito se non proprio dai loro ‘alleati’ di Governo? E a quel punto, la colpa di chi sarà?