L'avventuroso Salvini che odia le Ong e parla solo di migranti

L’unica”emergenza “che sembra agitare il sonno dei governanti, specie del più avventuroso onorevole Salvini e’l’invasione degli immigrati, l’odio verso le Ong.

Salvini

Salvini

Nuccio Fava 20 marzo 2019




Con questi improvvisi mutamenti di clima anche dalle nostre parti sperimentiamo piccoli e grandi sbalzi di temperatura e/o improvvisi acquazzoni e temporali seguiti da un rapido riaprirsi del cielo e da grossi buchi tra la nuvolaglia fino a poco tempo prima minacciosa e perturbatrice. 

Questo lo si può sperimentare anche nella politica.

La mancanza di competenza e di studio dei problemi fa percepire la politica non solo incapace ed ingiusta, ma infondo il contrario dell’invito ripetuto: onesta’, onesta’fino a romperci i timpani mentre malaffare e corruzione continuano a dilagare anche nelle pubbliche amministrazioni centrali e locali. 

L’unica”emergenza “che sembra agitare il sonno dei governanti, specie del più avventuroso onorevole Salvini e’l’invasione degli immigrati, l’odio verso le ONG che dovrebbero naturalmente operare nella legalità e non essere gratuitamente accusate di intrallazzi con scafisti corrotti , facendo il gioco di non meno corrotti e venali trafficanti di vite umane . 

Il tema emerge anche durante un dibattito in occasione della presentazione del libro dedicato ad Andreotti , che si svolge in un bel palazzo di Spoleto . Vi partecipano l’autore del libro Massimo Franco del Corriere della Sera e di Giuseppe De Rita fondatore del Censis centro di ricerche sociali che opera da 70 anni a mettere in luce di volta in volta le questioni più delicate all'ordine del giorno del Paese. Anche in questo caso l’intelligenza dello studioso viene scarsamente utilizzata dalla politica che preferisce in genere l’urlo e la confusione derivante da prevalenti preoccupazioni elettorali e da propaganda rivolta soprattutto ai propri elettori. 

Grazie a radio radicale riesco a sentire l’intervento di Zingaretti sul nuovo Pd . Mi pare dica cose interessanti , molto nuove rispetto allo spirito di Renzi e alla stessa concezione del partito e al modo in cui affrontare la difficile stagione di primatisti e leghisti, anche per l’irrompere delle elezioni europee che potrebbero ancora di più causare diroccamenti e confusione.
Ma il voto per l’Europa riguarda anche una cornice più ampia che mette in luce la tentazione del governo giallo-verde di aprire cautamente alla Cina con il tentativo dei leghisti di mettere in campo una forte riduzione delle tasse. Giusta e meritevole esigenza ma facilmente riconducibile all’abusato sistema di fare i conti senza l’oste In questo caso rappresentato dallo stato della finanza pubblica e di questo gioco a rimpiattino tra Di Maio e Lega che sembrano giocare a chi la spara irresponsabilmente più grossa sempre sulla pelle del paese. Del resto irrompe nuovamente la questione migranti e il conflitto con la piccola isola di Lampedusa ed il ministro Salvini che sospetta rischi e pericoli addirittura di incombenti condizionamenti mafiosi e intese fraudolente con milizie corrotte libiche e schiavisti trafficanti di carne umana . Nessun timore viene accampato per l’invadenza cinese prossima ventura quando già oggi la presenza della Cina e’avvertibile nei nostri mercati.

Non bisogna naturalmente criticare aprioristicamente i rapporti con la Cina che peraltro papa Francesco ha volutoaccelerarne gli sviluppi sempre con ogni cautela  superando la ben più complessa vicenda della nomina dei vescovi e dei cardinali sostenendo simpaticamente il piu’giovane della 

delegazione cinese : soprattutto i cristiani devoo essere sempre fiduciosi anche perché godono della paternità di un leader straordinario come nostro Signore. Ma anche la Chiesa opera nella storia e deve sapere uscire sapientemente sulle strade del mondo e farle convergere verso obbiettivi di giustizia e di pace nell’unoefbo di tutto. 

Proprio sul piano storico allora nonostante le tante difficoltà il segnale di speranza maggiore puo’risultare dalle manifestazioni imponenti dei giovani di tutto il mondo che hanno manifestato per la salvezza di tutto il creato , testimoniato eroicamente nella sua bella Umbria da San Francesco ed annunciato dall'apertura e dalla lungimiranza di Papa Francesco che con la sua enciclica “laudato si”definita subito dai giornalisti l’enciclica ecologica del Papa che sicuramente ha fruttificato anche solo laicamente nella testa di questi milioni di giovani in cammino per tutte le strade del mondo ad esprimere l’urgenza di novità positive e di non ripetersi con dichiarazioni prive di seguito.
Perché la casa comune corre davvero il rischio di distruzione e di una vita sempre più disumana , in cui possiamo rischiare di aggravare e perdere definitivamente il concetto di civiltà e di dignità di donne e uomini.