Prodi: Salvini e i sovranisti vogliono la distruzione dell'Europa

L'ex premier e presidente della commissione europea: "I gilet gialli non vanno da nesuna parte e il Pd non è più il partito dei ricchi"

L'appello di Prodi

L'appello di Prodi

globalist 21 marzo 2019
Una frecciata contro Renzi? Sembra proprio di sì: “il Pd sta cambiando, la direzione e' molto diversa, non è più il partito dei ricchi".
Lo ha sottolineato l'ex premier Romano Prodi a Piazza Pulita su la La7. "Nessun partito da solo è maggioranza, bisogna quindi costruire alleanze ma con programmi compatibili".
I sovranisti vogliono distruzione Europa
Salvini e i sovranisti "vogliono abbastanza la distruzione dell'Europa, vogliono che arretri nel suo ruolo e nel suo potere".
"Non capiscono che se vuoi essere veramente sovranista devi essere europeo perchè cosa fai da solo?", ha aggiunto.
Politica estera incomprensibile
La politica estera del governo "non la capisco: un giorno di qui, un giorno di là, un giorno di su, mezzo governo di qui e mezzo di là. La cosa che mi preoccupa è che litigando con tutti in ambito europeo abbiamo perso potere".
Lo ha detto Romano Prodi nella registrazione della puntata di Piazza Pulita in onda questa sera su La7."In Europa siamo stati sempre importanti, con un ruolo attivo, di collante - ha aggiunto - adesso non ci ascoltano neanche perchè non si sa assolutamente che politica viene fatta".
I gilet gialli non vanno da nessuna parte
"Io fin dal primo giorno, ho detto" che così "non va da nessuna parte. Ognuno si faceva leader, non c'era una strategia precisa. C'erano tante persone con idee personali, non c'è una leadership. In quel caso è difficile che vadano in porto''. Ha aggiunto Romano Prodi parla anche del fenomeno dei gilet gialli.
La protesta in Francia, avverte l'ex premier, ''quando è dura, è dura, anzi durissima, ma è scoordinata...".
Sull'euro la colpa è stata di Berlusconi
Gli italiani si sentono defraudati per l'euro? "Hanno ragione. Noi, io e Ciampi, avevamo deciso di istituire le commissioni provinciali sui prezzi e per sei mesi l'obbligo dei doppi prezzi. Il governo successivo non ha fatto niente di questo, nessun controllo e niente doppi prezzi. E' stata colpa di Berlusconi? Esattamente, aveva dei riferimenti politici che lo spingevano a chiudere un occhio o non voleva irritare una serie di categorie".
"L'interesse italiano - ha aggiunto - era di entrare con la lira svalutata il più possibile per commerciare meglio. L'obiettivo era mille lire per marco. Io lotto insieme a Ciampi per le mille lire, i tedeschi non volevano, arrivammo alla vigilia, Kohl mi telefona dal supermercato, discutiamo e mi dice 990. Per me va bene. Capiva che in una comunità bisogna cedere qualcosa".