Marino assolto: i social indignati con chi lo mise alla gogna, media ‘prudenti’

Il sindaco di Roma fu strappato con dolo dal suo incarico e fu l’inizio della fine. Ma radio e tv sottovalutano

Ignazio Marino

Ignazio Marino

Onofrio Dispenza 10 aprile 2019
Prendo spunto dal GR1 della Rai delle 8, al mattino da sempre per me la tv non esiste. Ma resistono i social e mettono in evidenza lo scarto tra il peso che i social danno ad una notizia e il poco peso ( dettato dalle varie opportunità "politiche"?) che gran parte dei media alla stessa danno.
La notizia, clamorosa, è di ieri: l'assoluzione in Cassazione di Ignazio Marino, strappato con dolo dal suo incarico di sindaco da una squadra di killer variegata, nella quale, nonostante la statura minuta, spiccava certo Orfini, PD.
Ebbene, al GR1 delle 8 quel che c'era nell'assoluzione, dietro e prima l'assoluzione, ha meritato una breve notizia, solo una breve notizia. Mi informerò su come il fatto sia stato trattato da altre radio e tv, aspetto di sfogliare i giornali. Nel frattempo, parla la Rete. Sui social è un pieno di indignazione per quel che fu fatto a Marino, alla città. Si, perchè al GR1 e agli altri che in queste ore hanno sottovalutato, e sottovalutano, il passaggio di ieri in Cassazione, va ricordato che con l'estromissione dolosa di Marino dal Campidoglio è accaduto a Roma un disastro pari a quello causato dall'accendino di Nerone.
E Roma non è Rocca Cannuccia. E la consegna di Roma ad una inetta espressione di un movimento che inquieta, e di un chiuso di studio professionale che inquieta altrettanto, ha avuto conseguenze pesanti sul Paese intero. Roma continua a piangere, le sue ferite e le sue piaghe stanno portando la capitale d'Italia alla cancrena, spazzata in lungo e in largo da orde di squadre fasciste che provocano e pestano, guidate da qualche manina in Campidoglio. Il Paese è quel che è, abbrutito, incattivito, allo sbando e che ciondola ai bordi di un pericoloso burrone. E quel che accadde a Roma col pretestuoso allontanamento di Marino è stato pesante nel processo preso dal Paese.
Orfini è ancora nel PD e gli si permette di andare per il PD nelle periferie infuocate dai fascisti, dal disagio, dalla povertà e dall'incultura dell'abbandono. Per fare ulteriore danno. I microfoni lascivamente avvinghiati ai nuovi protagonisti della politica con la p rigorosamente minuscola, restii a leggere, o rileggere quel che è stato per farci capire quel che è adesso. E capita che l'affaire Marino, snodo storico di una deriva pericolosa, venga archiviato solo con una notizia. Chi lo ha cercato? Chi ha cercato Orfini per chiedergli: "Non si vergogna?". Pronto a ricredermi se mi indicherete una analisi larga e approfondita che rispecchi ( come fanno i social ) i sentimenti di queste ore.