Crimi vuole chiudere Radio Radicale. Il direttore Falconio: «L'unica strada è il dialogo»

Il sottosegretario ha parlato di gara mai fatta per interrompere la convenzione del Governo e del ministero. Ma quella gara fu fatta e la Radio voleva ripeterla

Alessio Falconio direttore di Radio Radicale

Alessio Falconio direttore di Radio Radicale

globalist 16 aprile 2019
Il sottosegretario all'editoria, il Cinque Stelle Vito Crimi, lo ha dichiarato con chiarezza: «La posizione è molto chiara: l’intenzione del Governo, mia e del Mise (Ministero dello sviluppo economico, ndr) è di non rinnovare la convenzione con Radio Radicale». La storica emittente che trasmette i resoconti parlamentari e cosa accade nelle Aule, una pratica di democrazia, ha un tempo di vita fino al 20 maggio. Poi cessa.

«La radio ha svolto da 25 anni un servizio senza alcun tipo di gara e valutazione dell’effettivo valore di quel servizio», ha attaccato il sottosegretario. Smentito dai fatti. «Crimi si sbaglia. Nel '94 è stata fatta una gara per la trasmissione delle sedute parlamentari. Dopo di che ogni anno abbiamo chiesto di rimettere a gara la convenzione, ma nessuno ci ha dato retta. E la convenzione è stata rinnovata ogni volta», sono le parole della senatrice di + Europa Emma Bonino riprese da Repubblica. La quale ritiene la chiusura imminente un fatto politico frutto di volontà politica.
«Abbiamo ricordato anche noi con una nota che vincemmo una gara e che l'abbiamo chiesta più volte inutilmente», dice a globalist.it il direttore Alessio Falconio. «Perché ci vogliono chiudere? O non c'è apprezzamento per il servizio che facciamo oppure non lo ritengono necessario ma vogliamo dialogare, vorremmo spiegare a Crimi le nostre ragioni». Il sottosegretario però conosce bene cosa fa Radio Radicale. Spiegare a cosa serve a chi sa? Com'è possibile confidare in un dialogo similie con chi già conosce e ha detto cosa vuol fare? «Uno deve sempre aver fiducia nel dialogo, altrimenti significherebbe pregiudicare tutte le possibilità per noi - risponde Falconio - Il confronto è alla base di ogni risultato; non è la prima volta che accade, questa più dura però come le altre volte crediamo nel dialogo e nelle nostre ragioni».

Falconio ribadisce: «Come dicono tanti facciamo un servizio e crediamo che questo ci dia forze per insistere nel dialogo senza polemica se è un problema di comunicazione. Vogliamo confrontarci con tutti, con la maggioranza, con il governo, ringraziamo chi si è espresso in tal senso dall'opposizione alla maggioranza come Basini della Lega. È fondamentale per noi - afferma il direttore di Radio Radicale - andare avanti e cercare fino all'ultimo momento utile un dialogo con chi non è convinto, è l'unica chance che abbiamo. Dobbiamo credere nel confronto: la politica è questa. Crediamo nelle ragioni del nostro servizio».