Dentro Forza Italia volano gli stracci: "Un golpe della Carfagna contro Berlusconi"

Nel partito cresce l'idea di candidare 'quote rosa' forti. Ma c'è chi vede in tutto questo un tentativo di strappare la leadership all'ex Cavaliere

Mara Carfagna e Silvio Berlusconi

Mara Carfagna e Silvio Berlusconi

globalist 16 aprile 2019
Qualcuno si è spinto molto avanti, fino a parlare di un tentativo di ‘golpe’ di Mara Carfagna ai danni di Berlusconi dipingendo un quadro dal quale emerge che è già in atto una sorta di battaglia per la successione all’anziano e azzoppato politicamente Silvio, tra l’altro alle prese con i guai giudiziari del caso Ruby, i cui nodi verranno al pettine dopo le Europee.
Così adesso c'è un fantasma che aleggia su Forza Italia in vista delle europee. Quello del flop, nonostante la discesa in campo di Silvio Berlusconi nella versione 'asso piglia tutto' come capolista in tutte le circoscrizioni, tranne al centro riservato al 'vice' Antonio Tajani. ''E se Berlusconi in qualche circoscrizione dovesse arrivare secondo?'', si chiedono alcuni azzurri, preoccupati dal rischio che Fi non superi la quota di sopravvivenza del 10% e il volto del Cav non faccia en plein di voti a causa della presenza nelle liste di tanti mister preferenze, ovvero candidati maschi forti, capaci di 'rubare voti' al leader per la dura legge delle preferenze.
Il timore che possa avverarsi questo scenario spaventa. Anche al Sud, considerata la circoscrizione (insieme a quella delle Isole) più abbordabile per Fi e gli alleati centristi, perchè qui, secondo fonti azzurre, ci sarebbe l'elettorato moderato pronto a "liberarsi della morsa M5S e Lega".
''Le liste di Fi, così come sono state preparate, non tutelano Berlusconi, mentre quelle della Lega sono fatte a immagine e somiglianza di Salvini e non scalfiscono la sua leadership", fa notare un big forzista, tra i primi a suonare il campanello d'allarme. Per correre ai ripari, raccontano, l'idea di puntare su 'quote rosa' forti, credibili e d'impatto, come Mara Carfagna, che per la parità di genere, porterebbero consensi per sé e soprattutto non toglierebbero voti al presidente di Fi capolista. 
Non a caso, oggi sono usciti allo scoperto due parlamentari sudisti come il calabrese Roberto Occhiuto e il campano Paolo Russo, che chiedono alla vicepresidente della Camera di correre al Sud per le elezioni del 26 maggio, incassando la disponibilità dell'ex ministro: ''Se il partito lo ritiene utile, sono a disposizione, come in passato e come sempre''.
''La classe dirigente nazionale che in questi giorni sta esprimendosi per un atto d'orgoglio e di rivincita di Fi - scrivono in una nota Occhiuto e Russo - non può stare a guardare, deve metterci la faccia, a cominciare da Carfagna, che in passato ha dimostrato grande radicamento elettorale al Sud e adesso potrebbe fare altrettanto nell'interesse di tutti". E ancora: '' L'obbligo della doppia preferenza uomo-donna richiede la presenza di candidate forti, capaci di orientare il consenso, e non solo di testimonial locali della nostra battaglia, per quanto brave e qualificate. Altrimenti il rischio è che la campagna elettorale si traduca in una battaglia per le preferenze, nella quale gli egoismi personali prevalgano sulla generosa decisione di scendere in campo del presidente Berlusconi".
Un 'sacrificio', insomma, che aiuterebbe, secondo loro, a tirare la volata al partito e al suo leader. Russo è ancora più netto e all'Adnkronos spiega senza tanti giri di parole: "C'è il il rischio di liste che non proteggono Berlusconi. A me sarebbero piaciute tante donne forti in campo che con il meccanismo della preferenza di genere avrebbero supportato il coraggio e la generosità del presidente Berlusconi ancor di più".