Il 25 aprile di Giorgia Meloni: ignorare la Liberazione e attaccare gli immigrati

La capetta di Fratelli d'Italia che ha candidato un Mussolini è tra coloro che quanto di parla della caduta del fascismo ha sbocchi di bile. E ormai non lo nascondono più...

Caio Giulio Cesare Mussolini e Giorgia Meloni

Caio Giulio Cesare Mussolini e Giorgia Meloni

globalist 25 aprile 2019

Quanto è onesta intellettualmente la destra italiana. Tutti a dire che il fascismo non c’è più, che il fascismo è finito, che il fascismo è il passato.
Poi fanno a gara a chi candida qualcuno che faccia di cognome Mussolini, difendono tutte le manifestazioni fasciste e, soprattutto, il 25 aprile, giorno di festa nazionale nella quale si ricorda la Liberazione dell’Italia dal fascismo e dall’occupazione nazista parlano d’altro (quando non accusato i liberatori) cercando di nascondere che traditori della Patria furono Mussolini e i gerarchi che consegnarono l’Italia alle truppe di Hitler e diedero vita a quella repubblica fantoccio di Salò capace solo di uccidere innocenti e i cui crimini sono parte della vergogna fascista che nessuno potrà mai cancellare.
Così il 25 aprile Giorgia Meloni, che pure è stata ministra di Berlusconi e ha giurato sulla Costituzione, si è messa a inseguire Salvini e a parlare di immigrati. Ovviamente per cavalcare la xenofobia e fare concorrenza - al ribasso - a Salvini.
Una parola sul fascismo, sulla democrazia, sulla libertà ritrovata dopo la tirannia?



No. Non sono fascisti, dicono. Ma non ci credono nemmeno loro.