Bisogna proprio dirlo: meno male che c'è Mattarella

Ascoltavo ieri il presidente della Repubblica che mi ha fatto sentire vivo lo spirito delle lezioni  dei miei professori Temistocle Martinez e Giorgio Spini, costituzionalista e storico  animati da forte tensione civile .

Sergio Mattarella

Sergio Mattarella

Nuccio Fava 27 aprile 2019


Ancora ragazzo nel profondo sud calabro - siculo sapevo poco di Liberazione e di Resistenza . Mi rammaricavo di non aver potuto partecipare a quei fatti dolorosi e drammatici che avevano portato alla democrazia. Ma già all’inizio dell’universita’nei convegni fucini di Camaldoli, ci ritrovavamo tutti a cantare” bella ciao”e”addio Lugano bella”.

Ascoltavo ieri il presidente della Repubblica che mi ha fatto sentire vivo lo spirito delle lezioni  dei miei professori Temistocle Martinez e Giorgio Spini, costituzionalista e storico  animati da forte tensione civile. La stessa che ha ispirato il nostro presidente della Repubblica nella festa della liberazione . Significativamente dall’omaggio al milite ignoto, alla visita a Vittorio Veneto, Mattarella ha espresso una intensa orazione in favore della democrazia italiana, ripercorrendo i passaggi decisivi e dolorosi per la riconquista della libertà. Con la definitiva sconfitta del nazi fascismo e degli orrori che lo hanno contrassegnato fino alle camere a gas, alle leggi razziali, alle stragi , alle persecuzioni e ai rastrellamenti brutali nelle città e nelle campagne.
L’azione partigiana ebbe il grande merito storico di contrapporsi a tutto questo e con l’aiuto determinante degli alleati porto’alla liberazione dallo straniero e alla caduta del nazi fascismo. Iniziò la nuova era dell’Italia democratica con singoli episodi di grave intolleranza in un clima da guerra civile che interesso’ alcune parti limitate del territorio,senza però annullare il significato di fondo e il valore ideale e politico di tutta la lotta di liberazione, divenuta progressivamente lotta di popolo , di uomini e donne e di giovani che assaporavano il nuovo clima di libertà e di speranza.
Mattarella ha richiamato in sostanza tutto questo sottolineando che però libertà e democrazia non sono conquiste assicurate per tempo ma che vanno vissute e alimentate responsabilmente giorno per giorno.