Il popolo degli striscioni: la protesta civile per smascherare l’odio di Salvini

La cronaca ci racconta ogni giorno di lenzuoli al balcone per dire basta a Salvini e alla sua politica dell'odio.

Striscioni anti Salvini

Striscioni anti Salvini

Onofrio Dispenza 16 maggio 2019
Ci piace pensare che ci avete letto ed ascoltato. Resta la felicità di vedere accolto l'invito che fece lo scorso 7 maggio, all'apparire dei primi striscioni indignati contro il tour elettorale di Salvini, sempre condito di provocazioni,abusi e volgarità.
Tour con gli aerei della polizia, voli sui quali, dopo una inchiesta dettagliata de L'Espresso, ora indaga la Corte dei Conti, la magistratura che vigila sul corretto uso dei nostri soldi, dei soldi pubblici. Che non possono essere mai distratti a fini personali.
Quel giorno, invitammo a fare in ogni città quel che fece Palermo nella stagione più esaltante, dopo gli anni e i giorni più bui dell'attacco della mafia alla democrazia e alla Costituzione. Fu una stagione bellissima, esaltante, la stagione dei lenzuoli bianchi al balcone. Furono tantissimi, un mare di lenzuoli bianchi, tanti da accecare la vista a chi guardava, al sole, i palazzi della città, le case povere del centro storico, le palazzine ansimanti delle borgate periferiche. Palermo cambiò volto.
La città di Falcone e Borsellino rispondeva al più sanguinoso e feroce attacco terroristico e antidemocratico della mafia. Lenzuoli e indignazione che cambiarono le sorti di quella guerra. Lo scrivemmo all'inizio di questo mese, commentando una anomala, inquietante e preoccupante censura operata a Salerno, con il "consiglio" della polizia ad una cittadina che aveva esposto uno striscione sgradito al ministro dell'Interno. "Ecco, con la memoria a quel movimento di popolo, civile e silenzioso, dei "lenzuoli bianchi" - scrivemmo - ci piacerebbe che i balconi della gente del Sud soprattutto, si vestissero di bianco con una scritta, "Salvini vattinni!", che vale ed è comprensibile nel Sud intero, in tutto quel Meridione prima pesantemente insultato dal leader leghista, ora lascivamente carezzato".
E così è stato, la cronaca ci racconta ogni giorno di lenzuoli al balcone per dire basta a Salvini e alla sua politica dell'odio. In questo movimento, il Sud si sta ponendo in prima fila, oggi tocca alla straordinaria Napoli. Al Sud dove Salvini ha l'obiettivo politico di provare un travaso di voti dai 5Stelle nel sacco leghista. Per modificare pesantemente gli equilibri di una curiosa alleanza basata sulla coltellata alla schiena; alleanza che traballa ogni giorno di più, inseguita anche dallo sfascio economico del Paese, volto al baratro.
Si impoverisce il Nord,il Sud è debole e sempre più povero, e vanno in qualche modo comprese le sue "debolezze", i cedimenti che ha avuto nei confronti dello stesso Salvini. La Storia è lunga, da tempo ai ripensamenti, presenta i conti. Quando si è deboli e poveri si hanno poche resistenze, ma la sudditanza per necessità può fare miracoli, ribaltare il tavolo da gioco.
E' possibile una improvvisa impennata di indignazione, incoraggiata da uno, dieci, cento gesti di "coraggio", come sta accaduto in queste ore a Napoli e in altre città: lenzuoli, striscioni e tanta, tanta ironia. I regimi e chi si candida al regime vanno sotterrati anche con milioni di sorrisi.