Dopo la 'scoppola' su Twitter si chiede la testa di Giggino: #DiMaiodimettiti

Di Battista bolla le voci sulle dimissioni di Di Maio come 'stupidaggini' ma al'interno del M5s si respira un'aria pesante

Di Maio

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globalist 27 maggio 2019
Non se l'aspettavano i cinque stelle. Non si aspettavano il 17% ma soprattutto non pensavano che l'odiatissimo Pd, che qualche inguaribile ottimista continua a indicare come il loro naturale alleato quando è sotto gli occhi di tutti che sono come l'acqua e l'olio, li riuscisse a superare e anche di buona misura. Le facce che escono dall'interminabile vertice al Mise, che ha riunito i principali leader (le 'anime' come le chiama Di Maio), sono scure e frettolose e quando possono cercano di evitare i cronisti. 
L'unico che si concede, con la solita arroganza, è Di Battista: già in sella al suo scooter, il leader fantasma del M5s bolla come 'stupidaggini' le voci sull'argomento del giorno in casa pentastellata, ossia le dimissioni di Luigi Di Maio. E Di Battista può dire quello che vuole, l'argomento è sul tavolo delle discussioni e su twitter imperversa l'hashtag #DiMaioDimettiti. 
Di chi è la colpa? Di chi la responsabilità? Di Battista sostiene 'di tutti', ma è difficile dire se ci crede sul serio, se dentro di lui non stia pensando che se alla guida del Movimento ci fosse stato lui questa debacle non sarebbe avvenuta. "Ci siamo ricompattati", si lascia sfuggire Carelli all'uscita dal Mise, ma gli incarichi multipli di Di Maio non sono più un tabù. Una delle ipotesi, si apprende da fonti parlamentari, potrebbe essere quella di lasciare almeno uno dei ministeri a un altro 5 stelle. Mercoledì una assemblea con i parlamentari attende Di Maio e da lì si capirà quanto la richiesta di un ridimensionamento del suo ruolo sia pressante.