Il record della Lega? Un paesino in provincia di Avellino

A Cassano il sindaco Salvatore Vecchia ha vinto con il 90% delle preferenze e la Lega alle europee conquista il 60%

Salvatore Vecchia, sindaco di Cassano, con Matteo Salvini

Salvatore Vecchia, sindaco di Cassano, con Matteo Salvini

globalist 28 maggio 2019
La Lega è andata splendidamente in tutta Italia, ma il risultato nel Sud del Paese è ancora davvero uno shock politico. Il partito che fino a due legislature fa non riusciva a superare un misero 4% a causa della spietata campagna anti-meridione e meridionali condotta dai suoi membri della prima ora, oggi colleziona il suo più impressionante successo in un paesino in provincia di Avellino: a Cassano, infatti, il sindaco Salvatore Vecchia - vice portavoce provinciale del partito - ha vinto di nuovo le amministrative con oltre il 90% delle preferenze e alle europee la Lega ha conquistato il 60%. Praticamente l'egemonia.
"Mi dicono che dovrebbe essere il dato più alto in tutta Italia, anche Salvini lo avrebbe citato a Porta a Porta" commenta un Vecchia soddisfattissimo di essere stato citato nientemeno che dal Capitano in persona. 
"La gente tende ad allontanarsi dal pensiero della Lega, ma se la poni di fronte alle nostre tematiche, allora scopri che il 60% della popolazione la pensa in quel modo" spiega Vecchia per cercare di dare un senso a questo plebiscito. "Il mio non è stato un chiedere il voto per la Lega in quanto partito, ma su una serie di tematiche quali i migranti, tutela dell'identità nazionale e religiosa, la legittima difesa. Sono tutti temi rispetto ai quali c'è intesa e diventa facile dimostrare, a quelle persone che avrebbero contestato la Lega, che invece le loro idee sono molto più vicine alle nostre di quanto pensino".
La campagna elettorale per le Europee condotta da Salvatore Vecchia è stata molto simile a un porta a porta per le amministrative, con un confronto costante e diretto con le persone. "Chiaramente questo richiede molto più impegno e tempo, perché non andiamo a chiedere un voto, ma a sollecitare un ragionamento. E il risultato poi è sotto agli occhi di tutti, ma vale per tutto il Mezzogiorno. Siamo anche riusciti a superare il pregiudizio ideologico sul secessionismo, che per tanto tempo ha fatto paura perché la Lega veniva vista come un partito da Nord contro Sud. Oggi quel partito non esiste più, altrimenti noi non lo avremmo votato. La Lega guarda a un'Italia unita che difende le proprie identità nazionali e religiose, le sue peculiarità, le eccellenze enogastronomiche, la nostra industria. Una serie di temi che si contrappongono a visione più globalizzata che tende all'omologazione, spingendo il cittadino a trasformarsi in semplice consumatore".