L'Italia a una svolta, ora facciamo i conti

Salvini sta giocando alla roulette con la vita di tutti gli italiani e a questo punto ha capito benissimo che se si ferma è perduto.

Salvini

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David Grieco 12 giugno 2019

Finalmente dovrebbe essere tutto chiaro. Lo era da tempo in realtà, ma la situazione politica italiana è talmente torbida, talmente infestata da fake news, che al popolo italiano incazzato e stremato risulta ormai tremendamente complicato capire anche fatti e persone in realtà molto semplici da capire.
Questo accade perché la politica non esiste più. 
Le destre di ogni risma stanno cercando di spingerci indietro nel tempo con intenti criminali per proteggere e incrementare enormi profitti criminali. Ci stanno spingendo indietro fino al Medioevo, come Roberto Benigni e Massimo Trosi in "Non ci resta che piangere", e al popolo italiano infatti non resta che piangere.
La sinistra, tutta la sinistra, invece è completamente scollata dalla realtà, dilaniata da intollerabili lotte intestine, e non riesce nemmeno a capire che il sol dell'avvenire non è un improbabile e obsoleto "disegno comunista" già abbandonato 50 anni fa da Enrico Berlinguer di cui ieri è stato celebrato l'anniversario della morte, con allucinanti e dilaganti commenti dei soliti teppisti da tastiera, spontanei o prezzolati, che lo hanno descritto come l'ultimo dittatore comunista, il grande collettore di mazzette sovietiche, il colpevole di milioni e milioni di morti dello stalinismo, cioè l'esatto contrario di ciò che era e rappresentava quest'uomo così straordinario.
La sinistra non riesce nemmeno ad accorgersi, nel giugno del 2019, che il sol dell'avvenire oggi è l'intervento sempre più urgente per arginare il cambiamento climatico che rischia di sterminarci tutti. L'unico tema che deve stare a cuore alla sinistra oggi è questo perché contiene tutti gli altri. Infatti, i partiti cosiddetti "verdi" stanno avanzando in tutta Europa tranne che in Italia. Perché da questa battaglia deriverà anche la ripresa del lavoro e la sconfitta della criminalità organizzata il cui principale business è ormai l'occultamento dei rifiuti tossici.
Ma anche la sinistra vive nel Medioevo e ci si è fatta trascinare dalla destra per colpa di tanti dirigenti indegni e irresponsabili (se non peggio) che non si possono sintetizzare, per motivi di comodo, nella figura ambigua di Matteo Renzi.
La politica, dicevamo, non esiste più. 
Oggi lo scontro politico è tutto in seno alla magistratura. Da una parte, c'è una magistratura che vuole fermare la deriva politica del paese a tutti i costi. Dall'altra, c'è un'altra magistratura corrotta negli anni da Silvio Berlusconi che si mette di traverso con qualunque mezzo anche per salvare se stessa dalle troppe, inquietanti inchieste interne che stanno per esplodere.
La cricca salviniana arrestata stamane sulla base di intercettazioni che a prima vista fanno impallidire quelle di Mafia Capitale, è stata presa in consegna dalle forze dell'ordine appena sono stati conclusi e conteggiati i voti del ballottaggio elettorale di domenica scorsa, per disinnescare la solita, prevedibile accusa di "giustizia ad orologeria".
I magistrati questa volta hanno fatto le cose in modo impeccabile, e non si può non pensare che questo non sia il prodotto delle caute e intelligenti riflessioni del nostro unico statista rimasto in un momento così difficile per il nostro paese, dal momento che Mattarella è, come vuole la Costituzione, anche il Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura che rappresenta l'istituzione più importante da abbattere per il dittatore fuori controllo Matteo Salvini.
Partendo da questa supposizione, è lecito immaginare che Mattarella stia ragionando da tempo con Mario Draghi, l'unico che forse può ancora salvare il nostro paese. Lo avevamo scritto il 6 ottobre dell'anno scorso su Globalist, in un articolo intitolato "L'allegra apoteosi del Governo della Demenza", che si concludeva così: "Ci vuole un drago per uscire da questa situazione assurda. Anzi, ce ne vuole più d'uno. Draghi". Molti nostri lettori non capirono il gioco di parole. Spero che ora riescano a capire una metafora così semplice.
Continuando a percorrere questa ipotesi, se fossimo stati noi nei panni di Mario Draghi avremmo risposto al Presidente Mattarella che eravamo pronti a qualunque sacrificio per la patria, ma avremmo posto una condizione essenziale. Agire subito, senza esitazioni. Perché più tardi può essere oggettivamente troppo, ma veramente troppo tardi.
Dopo le elezioni europee, il tracollo del Movimento 5 Stelle e la prepotenza inarrestabile della Lega facevano pensare che il governo sarebbe caduto da un momento all'altro. Invece no. Matteo Salvini ha minacciato tutti ogni giorno, ma ha sempre poi detto che questo governo rimane al suo posto qualunque cosa accada. Salvini sta giocando alla roulette con la vita di tutti gli italiani e a questo punto ha capito benissimo che se si ferma è perduto. Non sono più i tempi di Piazzale Loreto, ma quando il cittadino Salvini varcherà la soglia di un tribunale della Repubblica Italiana potrebbe non uscirne più.
Ci aspettano giorni ancora più difficili. Ma se gli italiani, tutti gli italiani, sapranno trovare in questo caos un momento di riflessione sempre più urgente e indispensabile, forse non tutto è perduto.