Salvini in camicia nera a reti unificate, drago furioso contro uno scricciolo di Capitana

Il ministro che, spocchioso, diserta tutte le riunioni europee dove avrebbe potuto dire la sua all'Europa sul tema dell'immigrazione, ieri ha mostrato una bella camicia nera per parlare all'intestino del Paese.

Salvini

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Onofrio Dispenza 27 giugno 2019
Sarà come dice Paolo Mieli, che "non si vedono segni di dittatura", ma è certo che nelle ultime ore dal ministro dell'Interno in guerra contro la Sea Watch mentre immigrati entrano in Italia da ogni dove, sono venuti segnali dissonanti rispetto alle rassicuranti analisi dello storico televisivo.
Il ministro dell'Interno che, spocchioso, diserta tutte le riunioni europee dove avrebbe potuto dire la sua all'Europa sul tema dell'immigrazione e sul carico di responsabilità della comunità europea, invitato in tutti i tg e in tutti i salotti televisivi, ha mostrato una bella camicia nera per parlare all'intestino del Paese. Segnali di fumo. Nero. Del resto, CasaPound in queste ore dice che smetterà di fare il partito e resterà movimento ( neofascista ) perchè tanto c'è lui che parla all'intestino del Paese, lasciando gustose briciole al futuro ministro della Difesa che per candidarsi inequivocabilmente ordina di affondare quella nave al largo di Lampedusa.
Camicia nera a reti unificate e anche in radio, che chi avesse voluto avrebbe pure potuto vedere sui social. Tutti lo invitano a fargli dire, tutti, le stesse cose. Non uno che non lo faccia, perchè non si sa mai, non è il momento di entrare nella lista ( pure questa nera ) del capitano. Capitano sfidato da una "sbruffoncella" che gli darà scacco matto, comunque finisca. Ordine di cattura, sequestro? Assai probabile. I profughi non potranno restare sulla nave sequestrata, che non sarà certo affondata, la capitana avrà i domiciliari e rivivremo quanto fu vissuto nel 2004 con la Cap Anamur, al largo di Porto Empedocle. Pochi ricorderanno, fu un tale e quale di quel che si vive oggi.
Alla fine di una lunga vicenda giudiziaria ( e di un movimento internazionale di solidarietà ) quelli della ONG furono tutti assolti. Detto questo, resta la camicia nera a reti unificate, radio e tv, dove il capitano, messo in ombra da una ragazza con le palle più che "sbruffoncella", aveva solo un obiettivo e tutti a reggergli il microfono: aprire oltre misura le narici per apparire il drago invincibile, schiacciando l'occhiolino sempre arrossato dietro le asole della camicia.
Sarà pure come dice Paolo Mieli, storico tv, ma a me qualcosa puzza.