Sterlina in calo, sotto soglia 1,2 dollari: Johnson pensa alle elezioni anticipate

Se il governo britannico andrà sotto ai Comuni sulla proposta di legge anti-no deal Boris Johnson presenterà una mozione di scioglimento del Parlamento per indire elezioni anticipate il 14 ottobre.

Johnson

Johnson

globalist 3 settembre 2019

Avvio di seduta in calo per la sterlina che, per la prima volta dal gennaio 2017, scende sotto la soglia di 1,2 dollari cedendo lo 0,6% a 1,1991. Oggi è prevista la riapertura del Parlamento che dovrà votare una legge anti no-deal sul Brexit promossa dalle opposizioni e da alcuni dissidenti Tory. Se il governo dovesse andare in minoranza il premier Borsi Johnson ha fatto sapere che tornerà alle elezioni il 14 ottobre.


Se il governo britannico andrà sotto ai Comuni sulla proposta di legge anti-no deal promossa dalle opposizioni e da alcuni dissidenti Tory, Boris Johnson presenterà una mozione di scioglimento del Parlamento per indire elezioni anticipate il 14 ottobre. Lo conferma una fonte governativa allo Spectator, citando quanto detto dallo stesso premier stasera ai deputati del suo partito. La mozione di scioglimento richiede il sì di due terzi della Camera, ma l'opposizione laburista difficilmente potrà votare contro.


Boris Johnson rilancia la sfida al Parlamento britannico, che riapre i battenti domani, e ai Tory ribelli: un sì al tentativo di sottrarre il controllo del calendario al governo per approvare una legge favorevole a un rinvio della Brexit equivarrebbe a "un voto di sfiducia", avverte Downing Street, facendo balenare elezioni anticipate. Intanto il premier ha convocato oggi il Consiglio dei ministri e un meeting col gruppo parlamentare. Riunioni destinate secondo la Bbc a mettere l'ipotesi elettorale formalmente sul tavolo.


Intanto la Commissione europea ribadisce "la volontà di lavorare in modo costruttivo col Regno Unito ed è pronta ad analizzare proposte concrete" alternative al backstop "purché siano compatibili con l'Accordo di divorzio" che è già stato negoziato. Proposte che ancora non sono arrivate da Londra. Così la portavoce dell'Esecutivo comunitario Mina Andreeva ha risposto alle domande dei giornalisti, confermando che i negoziati a livello tecnico proseguono.