Le allusioni di Paragone: "nel M5s molti contro il governo"

Il senatore M5s si è astenuto dalla fiducia al senato, mentre negli scorsi giorni aveva minacciato il no

Gianluigi Paragone

Gianluigi Paragone

globalist 10 settembre 2019

Gianluigi Paragone non si smentisce mai: parla, minaccia, sbraita e poi, al momento dell'azione, rimane a guardare. Erano giorni che faceva l'altalena tra il sì e il no al governo Conte-bis, minacciando di non dare la fiducia, poi tornando indietro, mentre tutti si ricordavano della sua precedente prova da leone, quando aveva minacciato dimissioni se il M5s si fosse davvero alleato col Pd. Cosa che poi è successa, ma Paragone è ancora lì. 
E oggi, al Senato, si è sgolato. Ha accusato non si capisce chi (Salvini? Il suo Movimento? I 'poteri forti'?) di aver 'riportato Bruxelles a casa' e che 'il Pd è nemico del Popolo'. Ma poi, dopo tanto furore, al momento del voto, si è astenuto. Nel suo discorso ha accusato il Movimento 5 Stelle di aver scelto una posizione lontana dai propositi originari, mite verso l'establishment finanziario e servile verso l'Europa. Inoltre, come continua a ripetere da giorni, sostiene che ci sono molti M5s che la pensano come lui.