Assalto grillino alle poltrone, Ruocco: "In tanti si sono proposti come sottosegretario"

La presidente della commissione Finanze ha fatto sapere di essersi tirata indietro e aggiunge: "Serve una scrematura rigida che metta in risalto le migliori competenze"

Ruocco

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globalist 12 settembre 2019
I leghisti parlano di poltrone, dimenticando che loro non hanno nemmeno lasciato libero uno strapuntino.
Ma dentro l’ex forza anti-sistema del M5s voglia di poltrona ce n’è. E pure tanta.
E non si tratta di una cattiveria dirlo, ma basta sentire quello che ammettono loro stessi.
Per le nomine a sottosegretari nel M5s le autocandidature "sono state tante, ma mi auguro che ci sia una scrematura rigida che metta in risalto le migliori competenze".
Lo ha detto in un'intervista al Corriere della Sera, l'esponente M5s Carla Ruocco, che precisa anche di non essersi "candidata a nulla e non intendo lasciare il mio ruolo da presidente della commissione Finanze".
Ora "abbiamo molte cose da fare - dalla legge di bilancio alla revisione delle tariffe assicurative - prosegue la deputata M5S -. E ci tengo a mettere in chiaro la mia posizione prima che vengano fatte le nomine". Il nuovo metodo di elezione, che coinvolge anche le commissioni "sta cambiando in corsa e oltretutto la nostra è solo una valutazione consultiva".
La presidente della Commissione Finanze della Camera torna poi sulle sue critiche, nei giorni scorsi, a Di Maio: "Luigi non è il problema in sé, il problema è capire se vogliamo un M5S con l'uomo solo al comando o una collegialità". Mentre la presenza di Grillo “è un fatto positivo. E' stato fondamentale il suo apporto, la sua presa di posizione in questa fase e per questo mi auguro possa essere sempre più vicino a noi".
L'Italia, aggiunge a proposito della situazione economica, “è in una fase molto delicata e credo che il team che dovrà sostenere il ministro Gualtieri avrà un ruolo centrale nelle scelte del Paese e nella realizzazione del programma. Per questo motivo ritengo sia fondamentale avere figure tecniche di alto profilo, che sappiano fare da raccordo con le professionalità presenti al ministero e con il mondo della politica".
E riguardo possibili problemi con le commissioni guidate dalla Lega, Carla Rucco giudica i presidenti delle commissioni "tutti molto professionali" ma "di sicuro l'appartenenza politica condiziona".