L'ammissione di Fico: "Il M5s è complesso, serve più collegialità"

Il Presidente della Camera: "Non ho mai pensato al M5s come l'antisistema, noi vogliamo rinnovare la politica"

Roberto Fico

Roberto Fico

globalist 12 settembre 2019
Al netto di un mese di crisi di governo, il Presidente della Camera Roberto Fico è soddisfatto di dove si è arrivati ("Il premier Conte è stato un ottimo punto di caduta") ma ammette che ad oggi "il M5s è molto complesso, con una vasta partecipazione. Servono nuove forme per aumentarme la collegialità, per renderla migliore". 
"Durante una crisi" spiega Fico, "il presidente della Camera diventa un 'consigliere' e un aiuto del capo dello Stato. Serviva una soluzione: non credo che si sarebbe fatto un servizio al Paese andando a votare dopo un anno e mezzo" aggiunge Fico, soffermandosi anche sull'essere stato fra i papabili per la guida del nuovo governo: "Da presidente della Camera avevo il compito di lavorare per la soluzione della crisi e non per fare io il presidente del Consiglio".
E per quanto riguarda Rousseau? "Il voto andava fatto, perché noi abbiamo consultato gli iscritti per tutti i passaggi importanti. E poi il Sì è stato plebiscitario, a conferma che la strada intrapresa è ragionevole. Non ho mai pensato al M5s come l'antipolitica o l'antisistema. Noi vogliamo rinnovare la politica, dare forza ai temi. sento dire che il M5S è diventato europeista, ma la verità è che è l'Unione che sta cambiando. Nel programma del commissario europeo Von der Leyen ho visto per la prima volta in modo netto punti come la revisione del trattato di Dublino sui migranti e quella del Patto di stabilità, per favorire manovre più espansive, assieme all'impegno sulla riduzione delle emissioni inquinanti".