Pd-M5s alleati anche alle regionali? Franceschini: "È difficile ma non impossibile"

Ma per regolamento il M5s non può allearsi con partiti politici: per farlo, servirebbe un'altra consultazione su Rousseau

Franceschini

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globalist 12 settembre 2019
Superato il difficile scoglio della formazione del governo, adesso si deve pensare alle regionali. I prossimi appuntamenti sono a strettissimo giro: in Umbria si vota il 27 ottobre, poi toccherà a Calabria ed Emilia Romagna. E come hanno intenzione di comportarsi M5s e Pd? Secondo Dario Franceschini, di nuovo ministro dei Beni e delle Attività culturali, un'alleanza sarebbe possibile, anche se improbabile. 
"Se c'è a volontà politica si può fare tutto" sostiene Franceschini, che continua: "per battere questa destra ne vale la pena. So che è difficile ma se governiamo bene, evitando la logica del 'contratto', cercando sempre la sintesi allora questa squadra può diventare il seme di una futura alleanza". 
Per ora comunque il casa M5s di alleanze non si parla, ma Roberto Fico ha detto chiaramente che all'interno del Movimento "va fatta una discussione, e il perno deve essere la collegialità. Oggi il M5s è molto complesso, con una vasta partecipazioe. Servono nuove forme per aumentare la collegialità, per renderla migliore. Le forme possono essere tante. Quello che è necessario è uno schema di partecipazione alle scelte, non solo nei momenti di emergenza. La democrazia diretta non può bastare. È complementare, ma non sostitutiva della democrazia rappresentativa".
Ma c'è un problema: le regole dei cinque stelle non permettono coalizioni con partiti politici e l'unica alleanza prevista, come hanno votato a luglio gli iscritti, è con le liste civiche. Un'eventuale alleanza col Pd a livello regionale dovrebbe richiedere, di nuovo, una consultazione su Rousseau. E i nervi del Pd potrebbero cedere.