Richetti lascia e il Pd presenta un conto da 150mila euro

Si tratterebbe di un debito che il senatore avrebbe nei confronti della sezione modenese del partito. Lui si difende: "ho già pagato una metà, assurdo che mi si attacchi così"

Richetti

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globalist 12 settembre 2019

Non è un addio facile quello di Matteo Richetti al Pd. Tanto più perché quella che lui definisce una decisione "sofferta e presa per coerenza" è stata "sporcata" da accuse di un debito di 150mila euro di Richetti proprio nei confronti del Partito dei dem. "Questo la dice lunga sullo stato di salute del Pd" dice il senatore ora passato al Gruppo Misto. 
La cifra comprenderebbe la somma che i candidati di modena e provincia si impegnano a versare alla federazione in caso di elezione e quella che invece vanno versati alla federazione provinciale. Si tratta, rispettivamente, di 25mila euro totali e di 2mila euro al mese. 
Richetti si difende: "Ho già versato metà di questo importo, cioè 12.500 euro e questa informazione non è stata data ai giudici, lo faranno i miei avvocati - spiega - la somma è relativa a 5 anni di legislatura e anche se non la terminerò nel Pd sono pronto a versare la restante parte, come ho sempre fatto". 
Sulla sua scelta di lasciare il Pd, il senatore risponde: "Anzitutto, sarebbe servito un premier diverso da quello che ha governato con Salvini. Non possiamo pensare che Salvini sia stato il solo protagonista degli ultimi 14 mesi di governo, altrimenti non avrebbe avuto bisogno di chiedere pieni poteri.”


A chi gli chiede perché non ha continuato le sue battaglie restando nel Pd risponde: “Qui siamo andati oltre una certa soglia”. Al suo ex partito imputa la scelta di aver accettato un compromesso solo in nome dell’antisalvinismo:



A un certo punto nel Pd è prevalso un atteggiamento, che io pure rispetto: il governo a ogni costo. Al punto che i miei ex compagni di partito avrebbero accettato pure Di Battista agli Affari europei..."