L'ex sottosegretario Vacca: “Il ministero paga la rassegna all’Aquila, non Biondi”

L’esponente 5 Stelle ai beni culturali: “Il Comune è solo un tramite, il sindaco ha firmato un testo e non può interferire”

Roberto Saviano

Roberto Saviano

Desk 13 settembre 2019
I finanziamenti del Festival degli incontri all’Aquila, quello che fa infuriare il sindaco di Fratelli d’Italia Pierluigi Biondi perché la direttrice voleva invitare Saviano e Zerocalcare, sono interamente a carico del Ministero per i beni culturali; non basta: lo stesso sindaco ha sottoscritto un documento dove l’amministrazione locale accetta di non avere nessuna voce sulle scelte artistiche in capo alla direttrice Silvia Barbagallo. Lo ha dichiarato Gianluca Vacca, fino a ieri sottosegretario ai Beni culturali, esponente Cinque stelle, abruzzese che aveva la delega per la ricostruzione del patrimonio culturale nelle zone del terremoto.

Il sindaco non arretra e finge di non capire. Al punto di aver scritto al ministro Dario Franceschini (che ha condannato via twitter l'atteggiamento del sindaco) chiedendo di "riprogrammare i 700mila euro destinati al festival", lanciandoci in accuse di "pressapochismo" alla direttrice artistica del festival Silvia Barbagallo e chiedendone la rimozione. Ma se salta la manifestazione, che dovrebbe tenersi tra il 10 e il 13 ottobre, quei 700mila euro a rigor di logica il Mibac dovrebbe riprenderli, destinarli ad altro (le possibilità e i candidati abbondano) e l'Aquila dovrebbe perderli; il tutto avviene perché il sindaco di destra non gradisce ospiti sgraditi alla sua destra come Saviano, Zerocalcare e magari altri se non la rassegna non ha ospiti di suo gradimento politico. Il nodo vero della polemica è questo. 

Vacca: "A quale titolo Biondi mette veti?"

“Il Festival degli Incontri dell'Aquila deve essere una manifestazione artistica, uno strumento per il rilancio della città attraverso la cultura nel decennale del terremoto, non certo una vetrina per la politica. Non si comprende quindi a quale titolo il sindaco Biondi pretenda di avere l'ultima parola sulla scelta degli artisti, minacciando o mettendo veti sui nomi sgraditi a lui o al suo partito. La sua è un'ingerenza grave e inaccettabile”, ha dichiarato in una nota l'ex Sottosegretario.

Ha proseguito così: “Ricordo che i soldi per il festival li ha messi interamente il Mibac, con un finanziamento nell'ultima legge di bilancio, e che il Comune agisce solo come tramite amministrativo. Nell'accordo sottoscritto a suo tempo, tra me come vertice del Ministero e dal sindaco Biondi per il Comune, è chiaramente specificato che 'il Comune curerà tutte le attività di carattere amministrativo, organizzativo e contabile', mentre non è scritto da nessuna parte che ha voce in capitolo sulle scelte artistiche, che competono alla direttrice del Festival, la quale agisce in piena autonomia”.

“Al sindaco Biondi ricordo inoltre che il programma è stato visionato dal comitato operativo di cinque saggi creato d'intesa tra Mibac e Comune, dal quale ha ottenuto piena approvazione - ha puntualizzato l'esponente dei Cinque Stelle - . La politica deve rimanerne fuori, auspico quindi che il sindaco torni sui suoi passi in modo che il festival si svolga regolarmente, nell'interesse dell'Aquila e degli aquilani. Il M5S è nato anche per impedire che la politica condizioni la cultura, con velleità censorie. Su questo – ha concluso Vacca - siamo e saremo sempre intransigenti”.

Va peraltro aggiunto che né Vacca né l’ex ministro Alberto Bonisoli hanno trovato da obiettare sulle scelte del festival per quanto Saviano non abbia risparmiato critiche ai pentastellati al governo con la Lega.