L’uscita dei renziani rafforzerà il centrosinistra

Saranno gli elettori a giudicare il colpo di mano. Che indebolirà il Pd sono in un primo momento, poi sarà più “socialista”

Matteo Renzi

Matteo Renzi

Desk 17 settembre 2019
Ivano di Carlo
E se l’uscita dei renziani rafforzasse davvero il Centrosinistra?
L’azione di Renzi e del suo gruppo assume tutti i contorni di un colpo di mano. La prima contestazione: ma non si è mica consultato con i suoi elettori?
La risposta: saranno proprio gli elettori a giudicare l’azione. Vero, pure, che la risposta non potrà essere immediata, né definitivo potrà essere il giudizio, stesso.
Renzi ed i suoi si sono “garantiti” per tutto il periodo di tempo di questa legislatura.
Ecco perché avranno tutto l’interesse a mantenere in vita il Governo Conte bis.
Garantiti perché avranno il tempo giusto per organizzare l’elettorato, perché l’azione è stata un colpo di mano di soli generali (chapeau! Per la sagacia tattica ...).
La prossima Leopolda ratificherà con la nuova base,
strategie e tattiche conseguenti.
Indebolirà il Pd? Sì, ma - credo - soltanto in un primo momento. Successivamente consentirà il rientro “indolore” di quei fuoriusciti che dalla seconda ora (... nella prima erano stati umiliati dal gran rifiuto dei 5S) facevano l’occhiolino a Grillo, Fico e Di Maio.
Il Pd si ricollocherà in una dimensione più socialista (si parla di una rivisitazione del nome del partito), che la componente maggiore del partito, di estrazione DS (Democratici di sinistra), prediligeva.
L’alleanza con il M5S sarà rafforzata, per una maggiore vicinanza sui temi sociali.
Indebolirà il Centrosinistra?
Non credo, a mio avviso, una forza “tertia inter pares” potrebbe rendere meno conflittuale la dialettica tra le due forze maggiori di Governo.
Garantirebbe, insieme a Calenda, forse Richetti una sponda anche ai democratici della destra Liberal, che sarebbero - altrimenti - costretti a votare per
una Forza Itali, che ha lasciato loro l’amaro in bocca, da molto tempo.
E potrebbe dare lo stesso risultato anche nella politica delle alleanze regionali, dove ci si sta muovendo sull’asse della conversione delle forze politiche su candidati civici che possano rappresentare fattivamente il nuovo corso della politica di centrosinistra in Italia.
Una tale operazione potrebbe realizzare la definitiva strutturazione del M5S, in un partito che, spero, vada a definirsi nell’area - appunto - del centrosinistra.
Credo personalmente che il progetto sia partito da lontano.
Già nell’esperienza del governo Zingaretti, della Regione Lazio qualche anno fa, sia nel coinvolgimento direttivo dell’Associazionismo, che nella collaborazione (in questo caso un’astensione fattiva) con il M5S.
Ma forse è solo una mia elucubrazione mentale notturna, chissà?