Casapound con Salvini e Brunetta si dissocia: "Il 19 non vado, non è la mia piazza"

Il capo della Lega non ha nulla in contrario alla presenza dei fascisti mentre l'esponente di Forza Italia prende le distanze: "Una destra-destra, populista e non di governo"

Saluti fascisti alla manifestazione di Meloni, Salvini e CasaPound

Saluti fascisti alla manifestazione di Meloni, Salvini e CasaPound

globalist 17 ottobre 2019
Di saluti romani e di vecchi arnesi del neofascismo ne abbiamo visti fin troppi alle manifestazioni indette da Salvini e Meloni, anche se poi tutti hanno cercato di minimizzare.
Ora è prevista la presenza dei fascisti di Casapound alla manifestazione della destra. E Capitan Nutella si compiace: "Noi abbiamo aperto la piazza a tutti italiani buona volontà, poi ovviamente la piazza la organizza la Lega e sul palco interviene chi decide la Lega. Però sto giochino della piazza di fascisti fa ridere e non ci crede più nessuno...".
Non ci crede nessuno? Da Forza Italia c’è chi storce il naso. “Il 19 non sarò in piazza con Salvini. Sono sempre stato uno dei più determinati fautori del centrodestra unito e di governo. Credo però che quel tipo di coalizione non possa che essere plurale, liberale, europeo. Quella rappresentata da Salvini è invece una destra-destra, populista e non di governo. Quindi la piazza del 19 è legittima ma non è la nostra, è una piazza egemonizzata solo dalla Lega". Lo ha ribadito l'ex ministro Renato Brunetta, responsabile economico di Forza Italia,
"Sarà certamente molto frequentata ma - ha sottolineato Brunetta- estremamente minoritaria nel paese. Mentre il centrodestra unito e plurale è maggioritario". Così Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia, in un'intervista a 'Il Dubbio'. "Quando Berlusconi aveva i voti di Salvini e anche di più, aveva la cultura del pluralismo e della pari dignità degli alleati, basti pensare ai lunedì con Bossi. Il centrodestra egemonizzato dalla destra-destra non può essere maggioritario. Auspico che Salvini rifletta su tutto, anche sulla politica estera. Il pieno dei voti l'ha già fatto, adesso non basta più. Servono i fatti adesso: costruire politiche economiche, fiscali e valoriali comuni a tutto il centrodestra, non dire "o così, o ognuno per la sua strada"".